lunedì 8 giugno 2015

Esperienza Espace, quasi per gioco

Quando avevo 30 anni il primo vero business fu un ristorante stagionale all'aperto. Ebbe una certa fortuna  e durò per qualche anno. Quando trasportavo cassette da mercato o piccoli pezzi utili al lavoro invidiavo molto un amico-concorrente che usava l'Espace per il trasporto . Era spazioso, alto da terra , maneggevole, elegante. Lo guardavo con invidia. Diventammo amici e ci accompagnò in gita una domenica a Siena. Sembrava di viaggiare in pullman, o su una nuvola

Così quando ho visto che c’era una nuova Renault Espace da provare , l’ho fatto per nostalgia e per curiosità. Un pò una  vertigine temporale, dai ricordi in avanti. Non amo prendere appuntamenti,  far prove, mi occupo di public affairs e  sono costretto ad essere molto pratico. Giro per lo più in moto per Roma, ma viaggio almeno ogni 15 giorni fino in provincia si Salerno, e adoro la comodità durante le vacanze. Porto il viaggio dentro. Sempre. Così ho voluto concedermi un intervallo diverso nella giornata. Contavo su tanta tecnologia e i ragazzi che mi hanno accompagnato dalla stazione Termini erano preparati e gentili. La tecnologia era avvolgente come una bolla di benessere tipo Cocoon. La cosa più utile? La tele camera per la retromarcia ed i sensori di prissimità. Ho una guida di lungo corso, ma un pò disinvolta, a volte troppo, ed evitare qualche strusciatina è  fondamentale. Poi la questione fondamentale la Nuova Renault Espace è bella lunga, fino a 5 metri credo, ma sembra di guidare un’utilitaria. Davvero. Dicono che è per via delle quattro ruote sterzanti, una gran sopresa. Subito viene voglia di un viaggio lunghissimo per il continente, un percorso da riders , ma nel lusso e nel relax. Sarebbe l’ideale come auto doppio uso, azienda e personale. Chissà?
Massimo


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