lunedì 28 luglio 2014

#womenagainstfeminism

A forza di “Zanarde, SNOQ e Boldrini era inevitabile. E’ partito negli USA l’hashtag #womenagaintsfeminism: nulla a che vedere con l’antifemminismo perbenista, tradizionalista, nè coi movimenti antiaborto etc. Ma nemmeno con le complicate revisioni cirtiche intestine del “movimento” con lo scontro tra senonoraquandine e neoputtaniste, ahimè decifrabile solo da ridottissimi circoli di appassionate e uomini , come chi scrive un pò guardoni. Vi invito a scorrere il tumbler womenagainstfeminism.tumblr.com con cui queste giovani “ci mettono la faccia” per capire.
Le parole d’ordine sono chiare. Il femminismo non mi serve perchè: 1) io rispetto gli uomini 2) essere donna non è uno svantaggio 3) Ho le mie idee 4) Mi prendo la responsabilità di me stassa e delle mie decisioni 5) Non mi sento una vittima 6) Il movimento femminista è pieno di schifezze e così via. Come è evidente la “storia” non è in discussione se non tra gli storici o le le storiche. Questa roba riguarda il presente. La cosa non fa certo piacere a tante femministe anti libertà, alle difensore del “corpo delle donne” , a quelle che le insultano su Twitter e indicano “l’asteroide” . Si strozzano di rabbia le sostenitrici della sfiga al femminile. Inorridiranno le teoriche del vittimismo di genere sempre bisognoso solo di compassione e manette, quelle che hanno coniato termini almeno insufficienti come femminicidio. S’indignano le Social Victim della protezione di genere , dietro cui si nasconde spesso anche tanta violenza tra donne. Inorridiscono davanti a tanta sfacciataggine le vestali anti olgettine in cerca di un posticino in TV o in Parlamento. Persino le sofisticate analiste che collegano le “acconciature” delle ministre di Renzi al senso delle loro performance politiche e le esperte “del come una donna si pone”. Perturbate e commosse per tanta giovane ignoranza. Già le sentiamo e le piangiamo perché le loro figliole, nipoti, sorelle minori oltre Atlantico corrotte dal demone del capitalismo, del comunismo dell’uso del corpo femminile, si sono ribellate a loro e non al maschio ipotetico stupratore con un sonoro vaffa twittabile.
Ma non dovrebbero affatto rassicurarsi, ne compiacersi i maschilisti o i maschilismi ed i sessismi di ogni genere e grado comunque presenti e devastanti. Queste ragazze non sono affatto tornate all’ovile anzi. Occupano quote di potere via via crescenti, vincono combattendo ovunque più concorsi pubblici degli uomini, i loro redditi aumentano e diminuiscono invece i maschi. Mettono se stesse e gli uomini sullo stesso piano, ma non intendono subire nessuno. In fondo debbono aver pensato queste giovani aggressive che rilanciano l’hashtag a che ci serve un vecchio “sindacalismo di genere” su cui hanno lucrato poche in politica? Secondo Cathy Young libertaria egualitaria , forse non sanno tutto delle rivendicazioni femministe , ma fanno proprio le domand giuste . E si danno le risposte: siamo donne che rispettano e si fanno rispettare. A loro non serve altro.
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Massimo Micucci


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