lunedì 29 luglio 2013

Un Movimento per la Leopolda


Molti tra renziani e non sollecitano il Sindaco a prendere delle decisioni, e degli impegni ulteriori “verso” il movimento di simpatia, speranza ed impegno che ha suscitato. Molti aspettano risposte, posizioni sue su tutto. Per ora la “domanda” si è manifestata all’interno del dibattito “proto-congressuale” (visto che non ci sono regole) del PD e questo è sbagliato o limitante e sopratutto rischia di svolgersi “nella direzione sbagliata”. L’establishment antirenziano tira alla lunghe aiutato dalla proliferazione dei candidatucci. Si litiga sulle date si inventano gabelle mentre la assemblea del PD ha a stento la legittimazione per decidere: appartenendo ad un’ altra epoca. Nella intricata matassa del Congresso evocato la spinta propoulsiva del rottamatore rischia di disperdersi e sono in molti che si mettono in proprio . L’ipotesi messa in campo dal primo cittadino di Firenze  si regge solo se parla a quanti dalla politica sono lontani e ostili, se parla di problemi nel modo semplice e drammatico con cui i problemi di presentano. Un pò il modo con cui ha scritto “Oltre la rottamazione”. Esempi di cose da fare.
In verità uno sforzo di autodefinizione e auto-fondazione dovrebbero farlo tutti coloro che sperano nella prevalenza delle idee di Renzi. L’unico modo di coniugare nuova leadreship e partecipazione, non è collocarsi o far le pulci a chi si schiera,  è che la partecipazione si organizzi, sia il più possibile trasparente e discuta della coerenza e praticabilità delle sue idee  senza aspettare la “bolla papale da Renzi”. Il movimento dentro e fuori al partito che si mobilita attraverso la idee della Leopolda ha fin troppi contenuti, ha tutta la legittimità per farsi sentire e deve rifuggire dalla lamentazione correntizia e vittimista. Per stare all’esterno, tra le gente, deve servire alla apertura della politica ed essere aperto. E’ sbagliato chiedere al leader di stare su tutto, mentre chi si riconosce in una linea di cambiamento non deve limitarsi ad una progressiva occupazione dell esistente. Vi sono temi politici ed iniziative all’orizzonte di grande portata. Ne indico alcuni: l'abrogazione del mattarellum, la riforma in senso semipresidenzialista, i diritti civili come base minima di ricostruzione democratica, i Referendum su giustizia e partiti (o lasciamo tutto al PDL?). Riduzione della pressione fiscale. Alienazione del patrimonio pubblico.  Sovvertimento della pubblica amministrazione: non solo una scuola per chi studia e non per i professori, ma anche una Pubblica Amministrazione per i cittadini e non per chi amministra. Flexscurity e riforma Ichino.

Faccio allora una proposta: Perchè non aprire le danze tutti insieme prima della Leopolda? A Settembre, 1000 barcamp ADESSO. Una discussione attenta ma non subalterna alle  contingenze politiche di governo. Una vastissima e argomentata campagna di discussione e partecipazione aperta a tutti, comitati, iscritti, non iscritti,  con strumenti on e off-line. Perchè un barcamp? Un barcamp è una non riunione, nel senso che non ci sono i riti e le strutture mortificanti di molte delle nostre riunioni, non si può parlare a lungo, tutto è concentrato sulla proposta di idee, parlano tutti. Un milione di persone on e off line, potrebbe pronunciarsi, e conoscersi senza presidenze e con poche regole chiare,  auto-finanziati, liberi. Presso le università, le scuole, le piazze, nelle sedi dei comuni di Italia per proporre e fissare ognuno in 4 minuti le parole del cambiamento urgente.  Si potrà discutere tutto, non solo degli odg Congressuali, che prevedibilmente si discuteranno Novembre, dalle singole politiche ai documenti congressuali già espressi, anche proporre idee che non vengono contenute nei porgrammi. Niente è fuoritema. Si formerà la prima platea creativa delle Nuova italia, con un caos creativo indirizzato da regole chiare. Un network di volontari raccoglierà le idee e le avvicinerà fornendo la base dell’appuntamento del 27 ottobre e il lancio della rivoluzione democratica. Dentro e fuori dal congresso, col popolo.