mercoledì 9 gennaio 2013

La vertigine delle liste. Perchè votare PD sarà complicato (buzzico54.mondopiattox@blogger.com)

Avrei votato con entusiasmo un PD che avesse eletto Renzi come candidato premier. Per le idee portate avanti, per la rottura con il passato. Avrei anche votato sicuramente anche una Lista Adesso! Che raccogliesse in poco tempo e d’impulso quella spinta, anche per non delegare a nessuno il voto liberale di sinistra, i moderati che vogliono cambiare etc. Quella rottura si sarebbe portata dietro anche Monti e Berlusconi, assolutamente impresentabili davanti ad un candidato di 37 anni con quel consenso. Una scelta che avrebbe stressato un bel pò il PD ma con buone ragioni.

Queste opzioni non ci sono, non le ha volute caparbiamente la maggioranza delle persone che hanno potuto e voluto votare nelle primarie. Renzi ne ha preso atto ed io con lui. Tra l’altro ho troppa stima personale per Bersani per non riconoscergli non solo la vittoria ma importanti meriti. I miei dubbi vanno allo spirito dei tempi che s’è stabilito con lui nel sistema-partito e nella alleanza. Sono iscritto al PD e ho affermato la mia intenzione di votare il PD in quel sistema da minority report, che sono le primarie per i parlamentari, assai più brutte e oscure delle altre. Ho votato per Lorenza Bonaccorsi ottima parlamentare, e per  Giachetti ottimo dirigente del gruppo, ma per vedere in lista Paola Concia che a questo meccanismo era stata “avvisata” dal sistema pugliese a non candidarsi, ho dovuto dar vita ad una petizione su Internet Sappiamo ora chi ci sarà e chi no. Si sono strette le coorti, non del popolo delle primarie, ma dei cascami di un partito che era nazionalmente morto senza primarie e che non è fatto solo dagli sbandierati volontari, ma da poderosi ed antichi raccoglitori e controllori di voti sul territorio. Alla fine in Italia si diventa cuochi e cantanti subendo una selezione di 40.000 persone ad X factor o a Master Chef, e si può diventare leader  con una platea di oltre 3 milioni, ma per fare il parlamentare ti nomina un segretario provinciale senza volto che decide se puoi stare in lista dopo una inutile raccolta di firme lampo. Nel partito labourista c’è invece un vero e proprio esame spietato. C’è una  cooptazione soggetta poi a prove radicali che durano anni e il meglio dei givani, che è venuto fuori viene sperimentato subito in collegi sicuri e nel Parlamento Europeo. Qua ci pensa Biasi d’accordo con Stumpo. Dico anche francamente che “il pedalò di Monti” non mi convince quanto Monti e molto meno del suo già debole governo. Ci sono persone in Italia Futura che ammiro molto come Nicola Rossi e Irene Tinagli (tra i migliori usciti dal PD), ma non sono abbastanza da convincermi a votare per Bonanni e Buttiglione. Fermare il declino mi è molto vicino, ma la decisione di Giannino è stata tardiva, e non si può attaccare a nulla che possa far arrivare in parlamento. Spero che abbia una buona affermazione perchè cambierebbe anche l’orientamento di quel rassemblement, ma ne dubito. Insomma uno sguardo attento alle liste, il tono della campagna, alla fine e nel segreto dell’urna saranno la mia unica bussola in un voto in cui so da dove parto ma non so dove arriverò. Ci metterò del tempo.

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