lunedì 8 ottobre 2012

Renzi , Vendola e Bersani. Comunicazione e politica


La cosa è più complicata di come la rappresenta Franco Marini: “Non basta il formato di Gori”. Il format Renzi esiste da ben prima che arrivasse Gori. Chi pensa ad una sfida di solo posizionamento o mediatico sbaglia. Senza contenuti e senza sentimenti non si fa nulla nemmeno con buone campagne.
Presto per dire quale sarà lo stile della compagna delle primarie di Bersani. per ora abbiamo visto solo i neobersaniani in TV, somigliano più a Fassina che a Pierluigi.  Di quella di Renzi abbiamo l’inizio scoppiettante e multiforme che ha imposto l’agenda: rottamazione, primarie, parlare fuori dal recinto del PD. No al finanziamento pubblico, meritocrazia ovunque, abbassare la ratio dei compensi tra magnaer (pubblici e privati) e dipendenti, no alla revisione della riforma del lavoro, spostare risorse dal welfare tradizionale alla educazione.. Linea Napolitano per l’Europa. Più Giavazzi e Alesina che Passera e Barca..Monti ha fatto meglio dei governi precedenti ma ha bisogno del respiro di una politica di speranze che solo un cambio di classe dirigente può dare. Le primarie comunque al PD portano voti, forse anche a Sel che però si “assicura” alla coalizione.
Bersani punta sull’usato sicuro. Non è poco in tempi di disorientamento, crisi, e paura con parte dell’ellettorato di sinistra (e il Partito di Scalfari)  tutt’ora ossessionato da berlusconi ,che vede tracce di B. ovunque anche negli occhi di Renzi, di Monti e di Draghi. Sull’usato converge anche la parte conservatrice dell’apparato che però è piombo nelle ali. Quanto al “sicuro” è per antiberlusconiani e di sinistra molto più di quel che garantisce Renzi agli orfani del cavaliere, ma meno di quello che offre Vendola. La complessità della politica  (alleanze, distinguo, prudenza , lentezza reattiva)  insita nel personaggio-proposta Bersani, non aiuta contro la sfiducia dilagante (voti grillini, voti di sinistra, rabbia anticasta) e nemmeno verso l’elettorato deluso da Berlusconi. Sta con lui (anche elettoralmente)  per gran parte di chi già c’era e supera la nausea per i soliti noti. Il fuori recinto ( e i numeri per governare) dipendono da Renzi e dal grado di innovazione riconosciuto. L’usato sicuro è sicuramente vecchio
La scelta delle primarie va bene per una vasta platea di militanti ragionevoli che si impegnerà, ma non basta per il discorso esterno. L’ambivalenza su Monti  ha pure un valore più interno all’elettorato tradizionale che esterno. Vendola è nato e ha vinto contro un establishment di sinistra immutabile, ha mobilitato energie (fabbriche di Nichi)  senza poi però consolidarle in un suo movimento. Ha vinto 2 primarie contro il PD, ma ha vinto la seconda volta alla regione solo per le divisione della destra perdendo consensi a sinistra. L’idea di definirsi #oppurevendola, cioè alternativo a Renzi e Bersani, è subalterna al signore dell’agenda (Renzi), ma è piuttosto buona per competere e contendere un pò di terreno ad entrambi. E’ forse il massimo non per vincere ma per pesare in un eventuale ballottaggio e forzare il carattere della coalizione contro Monti. Roba inservibile per l’esterno: se la coalizione si presentasse con il volto della rivolta anti euro, antieuropa più la poesia barocca rischia l’effetto “Checco Zalone,  e non prenderebbe nulla a Grillo o all’astensione, consoliderebbe solo la parte radicale. Vivrebero poi tutti nella ingovernabilità. La comunicazione e politica  hanno bisogno di Renzi. Alla fine Vendola e Bersani sono contro Renzi nella competizione, ma guai se Bersani dopo avrà Matteo contro. Per Renzi va benissimo se vince, va bene se perde con una buona affermazione, va malissimo solo se fa flop. In quel caso però si porterebbe dietro Bersani che verrebbe riazzannato dalla vecchia guardia e squartato da loro e da Vendola.
Ci divertiremo. Il PD si rafforzerà elettoralmente comunque, non è chiaro in quale direzione: conservatrice o rivoluzionaria. Nè è chiaro se la sua funzione si esaurirà o potrà finalmente esser rifondata

Cosa dovrebbero cambiare? Bersani lo stile: “usato sicuro” e “il cambiamento siamo noi” sbattono. Renzi deve cambiare l’organizzazione: i contenuti debbono dilagare con il porta a porta fisico (e on line) di comitati, gruppi, collegamenti inusitati. Il leader deve avere degli evangelisti fisici e territoriali ed essere l’hub di nuove forze. Non c’è tanto tempo. Bersani ha la struttura di partito ancorchè disastrata. Vendola non può cambiare nulla avrebbe dovuto andare con Di Pietro non al governo ma all’opposizione. Invece la candidatura al governo con lo spirito dell’oppositore sarà un calvario per lui e per quelli che gli staranno vicini. #oppurevendola non è uno slogan per ripartire o ricostruire. Comunque non ci sono ricette o format facili, dovrà essere una campagna insieme accesa e controllata, decentrata e fortemente identificabile. Ci sarà apparato e volontari. Un’ epoca nuova. O no ?


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