lunedì 1 ottobre 2012

Partecipazione contro la corruzione


Una Buona iniziativa del Ministro Catania


Un aperitivo con...il Ministro Mario Catania
Un aperitivo con...il Ministro Mario Catania (Photo credit: veDro - l'Italia al futuro)
Può capitare che in un paese depredato dalla corruzione e dall'onda di conflitti di interesse, in un paese che non conosce altra speranza che le patrie galere, ci siano anche giovani ministri e dirigenti che guardano avanti. Forse non avranno l'aiuto della fama. Sto parlando del Ministro dell Agricoltura prof Catania e del suo staff (nominiamoli:  Il consigliere Michele Corradino ed il Prof Petrillo) , che hanno deciso di dare vita ad una Unitá per la Trasparenza e di introdurre finalmente un albo dei lobbisti almeno per il ministero. Senza bisogno di una nuova legge. Ottima premessa: ci sono anche troppe norme inapplicate, come quella che da anni prevede per ogni provvedimento una Analisi di impatto Regolatorio (AIR) che include la consultazione dei rappresentanti di interesse. Nell’ alluvione di regole e decreti di questi mesi “tecnici” e di emergenza, gli uffici legislativi sono chiamati ad un lavoro durissimo. Governo e Parlamento si sono spesso accusati reciprocamente di incompetenza. Spesso raccomandazioni e consigli saggi, si mescolano ai sotterfugi e si perdono. Ne sanno qualcosa al Tesoro per far quadrare i conti. C'é  un ginepraio in cui sguazzano parlamarchettari irresponsabili e trafficanti di emendamenti dalla copertura inesistente. Al MIPAAF invece si sono detti: “visto che spesso si sbaglia, e che sarebbe obbligatorio consultare le parti interessate, che questo avviene in modo concitato e non trasparente, che non possiamo aspettare la fine del percorso di Open Data, perché non ascoltare con regolarità e secondo criteri chiari i professionisti che ufficialmente rappresentano interessi? Nè è nato un decreto Ministariale con liste e criteri (già sottoposti a discussione)  di inclusione e condivisione dei provvedimenti. Potrebbe anche essere la beta version di una legge che regolamentando la attivitá aiuti il regolatore a  far bene, ché spesso i regolati vedono meglio dei regolatori. Come fare per evitare che si tratti di una cosa solo formale e al tempo stesso che gli interessi privati non "catturino" il decisore in una rete di iniziative ingovernabile? Invece di dire "fuori i lobbisti" si dice open lobbying: dite (scrivete) apertamente per chi lavorate, cosa volete, confrontate le vostre proposte  e in cambio avrete i disegni di legge elaborati dal Ministro prima del Consiglio dei Ministri, i vostri suggerimenti avranno una risposta ufficiale e certa dei si è dei no argomentati. Il tutto paperless cioé on line. Nessuno vieterà di incontrare un Ministro o un Direttore Generale, ma l'interazione effettiva avverrá solo cosí. La lista dei lobbisti sará pubblica. Due rivoluzioni is meglio che one, sempre che non si esageri con la prudenza. Avranno caratteristiche chiare, nessuno potrà vantarsi del lavoro di altri..Meglio delle altre ipotesi formulate finora, molto vicina alla regolamentazione europea. Al Mipaaf, se riuscirá, dovremo un sincero ringraziamento. Resteranno fuori problemi che non possono essere risolti per questa via. Come definire un parlamentare che fa solo gli interessi della categoria o dell'azienda da cui proviene? Ed uno che si mette a fare il lobbista? Ci vorrebbe una legislazione e codici coerenti che impediscano grandi e piccoli conflitti di interesse. Comunque resta fuori una capacità di pressione evidente. Vi siete domandati perché le banche non hanno lobbisti? Perché i loro manager esercitano direttamente la loro influenza vastissima nei sistemi politici. Qui potrebbe qualcosa solo una diversa missione industriale degli attori finanziari ed il ripristino di autentica concorrenza. Oggi oltre a tenersi per mano verso i governi gli esponenti del Big Business lottano uniti a una politica subalterna paradossalmente contro i clienti. Questo impoverisce il sistema diffuso delle imprese. Perció un'altro strumento mancante per riequilibrare tra interessi diffusi e poteri forti é una vera Class action. Per pareggiare il terreno legale: 1 euro a testa per milioni di cittadini contro le armate legali di pochi milionari. Con uno scenario così sará più facile contrastare sia i cattivi lobbisti (intriganti e impreparati) sia i lobbisti cattivi, che non si fanno chiamare cosí ma truccano le carte.


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