giovedì 20 settembre 2012

Primarie e comunicazione. La rete seguirà la politica


S’avvicinano primarie ed elezioni. Se non saranno solo un redde rationem interno come è già avvenuto a Napoli e a Genova, le primarie saranno un benefico anticipo di mobilitazione elettorale. Così è stato almeno in tre occasioni ed il
Italiano: Matteo Renzi è un politico italiano,...
Italiano: Matteo Renzi è un politico italiano, attuale sindaco della città di Firenze. (Photo credit: Wikipedia)
Centro sinistra che le ha inventate, poi le ha esaltate e poi vituperate a seconda delle convenienze, se ne è giovato. Il fatto che in alcune occasioni si siano sbagliati candidati conferma questa utilità quanto la inadeguatezza del vertici del PD. Interessante sapere se se ne servirà anche il PDL meglio tardi che mai.
Qui non interessano tanto le modalità che il PD sceglierà o il candidato che prevarrà. Ma il segnale che le primarie ormai rappresentano. Se ci saranno “limitazioni” o sbarramenti simbolici all’accesso sarà un segnale esterno fortissimo. Una pessima premessa elettoralmente parlando. Primarie chiuse o semiaperte una ferita che resterebbe.
Certamente sta già avendo il suo peso anche la presenza di nuovi strumenti e modalità di campagna. Non si tratta solo nè prevalentemente di tecnologie. 
Internet stats
Internet stats (Photo credit: Wikipedia)
Da Beppe Gril
lo in poi c’è stata tanta discussione sul ruolo della rete, ma quel movimento s’è fatto anche in Tv e tra le persone. In molte occasioni la discussione è diventata una disputa intestina tra net entusiasti e net scettici. La realtà mondiale e quella nazionale dimostrano che non è proprio il caso nè di gridare “via dalla rete”, nè di esaltare la rete “contro gli altri media”. Gran parte delle forze in campo stanno imparando a utilizzare la rete costantemente ed anche a correggere il tiro. Soprattutto quando non sono sotto l’influsso esclusivo di consulenti più o meno geek. La questione come diceva un pensatore analogico va rimessa sui piedi. Siamo nel pieno di una crisi economica politica non solo nazionale. Constatazione che potrebbe fare anche il grande capo Estiqaaatsi. In Italia più che altrove questa crisi ha come focus la rottura definitiva con la classe politica tradizionale, la modesta simpatia per tecnici che l’hanno sostituita. Il frame è politica uguale corruzione, corruzione uguale crisi, se non se ne vanno i responsabili non ci sarà soluzione a nulla. I tecnici? Ci rassegnamo, ma se non ci danno loro quel che i politici hanno promesso sono come i politici, anzi rappresentano il nuovo nemico : la finanza. Se si ignora questo quadro in politica come nella comunicazione politica, non si va da nessuna parte. Se lo si asseconda e basta, al massimo condurremo l’assalto al nuovo Palazzo di Inverno della finanza e dentro ci troveremo i coriandoli dei titoli tossici.
Italiano: Giorgio Napolitano a Modena, funeral...
Italiano: Giorgio Napolitano a Modena, funerale di Luciano Pavarotti (Photo credit: Wikipedia)
La controprova che ci vuole una rottura di sistema ed una innovazione radicale dal lato della democrazia e della politica la fornisce l’ideatore della “uscita” te
cnica : Giorgio Napolitano che ha parlato di elezione diretta del Presidente degli Stati Uniti d’Europa.
L’aspetto curioso è che questo punto, apparentemente irrealistico, sta anche tra le poche proposte di Renzi. Dunque la prima novità è urgenza di politica strategica (che è comunicazione) e non di marketing. Se vogliamo proprio parlare in termini di marketing , ma restando in politica il mercato di una maggioranza va creato. Altrimen
ti meglio l’usato sicuro e allora torneremo ai tecnici.
L’altra novità è pure politica anche se meno avvertita della cornice comunicativa prevalente: forse si può vincere dicendo che il bianco è nero, ma poi non si potrà governare. Questa è la più grave contraddizione  dei teorici dell’usato sicuro. Crescita,investimenti, politiche industriali, riduzione della spesa e  riduzione del carico fiscale etc non può proporli chi non li ha mai introdotti, semmai alleato con chi non li vuole (gli antisviluppisti, i tassatori, i decresciologi etc)
Infine sarà la morte del luogocomunismo: destra, sinistra, precari e protetti, appariranno vuoti come berlusconismo e antiberlusconismo. Non si va da nessuna parte e non vincera nessuno se non saranno messe al centro anche della comunicazione le persone con progetti e speranza, la possibilità di unirsi (non tra politici) per costruire una prospettiva
1959 Predicta Pedestal televison set
1959 Predicta Pedestal televison set (Photo credit: Wikipedia)
Finora è apparso più chiaro ciò che la gente non vuol più. Su ciò che è possibile si è detta poca verità e male, su ciò che si vuol creare di nuovo, quasi nulla.
Qualunque campagna, e qualunque politica per non essere una politica qualunque dovrà partire da qui. La rete, come la Tv, saranno usate dalla gente, non viceversa


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