lunedì 24 settembre 2012

Arianna Annunziata


English: Arianna Huffington attending the prem...
English: Arianna Huffington attending the premiere of The Union at the 2011 Tribeca Film Festival (Photo credit: Wikipedia)
Sta per uscire l’Huffington Post Italiano. Non so quale sia il posizionamento statunitense della prestigiosa testata-piattaforma multibloggers ora, dopo tutte le novità che hanno investito il web. Il sito è al primo posto dei top 100 assoluta
di Tecnorati. Con 37 milioni di dollari di investimenti e circa 25 milioni di lettori al mese HP è stato vendto ad AOL per 315 milioni di dolari valutando i suoi lettori circa 12,6 $ l’uno: Arianna Huffington ha semplicemente affermato di aver raggiunto l’utile l’anno scorso. Senza ulteriori dettagli su revenus e spese.
Il modello Huffington è stata una vera novità, la partecipazione gratuita di tanti bloggers anche di livelli ha scompaginato il campo della professione giornalistica, quanto la Blogosfera, creando una vasta e interattiva audience, ma anche polemiche soprattutto al momento della cessione. Al centro del successo statunitense la politica anche se non da sola. La formula italiana dovrebbe ispirarsi aquella americana e raccogliere almeno 200 bloggers. Il fatto che l’editoriale l’Espresso abbia affidata la direziona a Lucia Annunziata è stato un colpo interessate sia verso il mondo del giornalismo che ragiona ancora su portali e prodotti in chiave ancora subalterna al modello cartaceo e analogico, sia verso il mondo dei net entusiasti alcuni dei quali hanno storto la bocca per una scelta “non specialistica”. SI vedrà. Certo è che le intenzioni sono buone: farà certamente bene al giornalismo incistato nella politica dei virgolettati e nella casta avere una “infiltrata” di peso, indipendente e scomoda che gli farà il contrappunto nell’area inesplorata del web, nell’informazione in tempo reale che sempre più scavalca e determina gli equilibri di quella tradizionale. Non per parlare del web ma di tutto e (speriamo) fuori dal tribalismo militante che caratterizza le versioni “alle vongole”  del “new journalism”.  Viceversa gli ideologi della rete, i peggiori nemici della sua utilità e crescita, potrebbero giovarsi della indipendenza di giudizio, della esperienza politica nazionale e dello sguardo 
English: Lucia Annunziata, italian journalist....
English: Lucia Annunziata, italian journalist. Italiano: Lucia Annunziata, giornalista italiana. (Photo credit: Wikipedia)
internazionale di una incontentabile “analogica”. Forse si aprirà una epoca  di maggiore riflessione critica.
Il sostegno ed il peso di un editore “schierato” come quello de l’Espresso non farà certo velo a Lucia (come sempre è avvenuto), ma staremo vedere i risultati soprattutto sui fronti che oggi lo vedono impegnato: la futura conquista di uno spazio televisivo e la lotta all’assetto esistente nel mondo digitale. De Benedetti non ha mai nascosto di “cercare” l’interesse delle sue imprese sul piano di una legislazione di favore, anche con un recupero di profitti da parte dei provider, piuttosto che concorrendo “dentro” al mercato con innovazioni. Vanno in questo senso le richieste di canone digitale anche alle società di telecomunciazioni e di Google Tax. L’Huffington di Arianna ha in qualche modo definito parte del mercato. In questo senso la scesa in campo dell’editore “dentro” un mercato che ancora deve trovare una chiave di crescita con l’Huffington  di Lucia è una notizia positiva. Da appassionato della nuova e vecchia comunicazione e  della politica attendo con trepidazione. Ho fatto posto all’RSS nel mio Google reader, speriamo ci sia tanto da condividere, ripostare e discutere.
In bocca al lupo.


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