domenica 8 luglio 2012

Napoli, Romeo e De Magistris


Napoli, veduta da via Tasso
Napoli, veduta da via Tasso (Photo credit: hillman54)
Ho collaborato con Alfredo Romeo, come lobbista e comunicatore. Ne ho scritto nei giorni peggiori. I temi restano intatti ma bisognerebbe cambiare il titolo a quel blog. L’altro ieri ho avuto un sussulto nell’aprire il Corriere del Mezzogiorno e trovare la foto di Romeo accanto a quella del primo cittadino De Magistris quasi re e vicerè di Napoli. Con quella cifra: 50 milioni che faranno sopravvivere il comune. Il contributo dell’imprenditore finalmente riconosciuto, la fine della persecuzione da parte del persecutore, la sottile soddisfazione perchè quest’ultimo ha  “cercato” il valore del contributo di un privato per fare meglio quello che l’amministrazione da sola non riesce a fare. Il magistrato nemico dell’affarismo, l’ideologo dell’equazione travaglista privato +pubblico= corruzione, ha conquistato il posto di sindaco grazie a questo teorema, che ad un certo punto era diventato il Sistema Romeo. Giggino il Sindaco con la bandana ha seppellito (per ora) questo falso teorema. E’stato più coraggioso di tanti suoi colleghi (di prima) e soprattutto realista. Romeo il maggior contribuente di Napoli, spesso schifato dalla bella Napoli inutile di sempre, era usato di nascosto dalla “sinistra pipì”. Quel Romeo uscì assolto da 11 reati a strascico come uscì tutta la giunta della Iervolino-Quisling. Tutti meno uno innocente che però non ne uscì: l’assessore Nugnes che dalla Iervolino (magistrato anche lei) ricevette solo i complimenti per essersi suicidato. Romeo è stato condannato solo a due anni per corruzione per aver promesso un posto di lavoro a due disoccupati, (una medaglia nda) ma è in libertà non a caso e vedremo in appello. I ricordi di quella che è stata un’ odissea, sfumano. Tutte le procedure corrette. Le aziende gestite in modo impeccabile secondo i custodi giudiziari. A Roma Alemanno si sta ancora mangiando le mani per aver revocato l'incarico alla Romeo Gestioni della manutenzione delle strade. Lusetti, Rutelli, Fioroni, Bocchino evocati a sproposito hanno altro a cui pensare. E’ un brutto ricordo il suo volto con la barba lunga, sequestrato alle 4 del mattino tradotto a Poggioreale con i suoi collaboratori. Le notizie di oggi aggregate su tutte le piattaforme fanno scendere quelle più antiche. E’ la SEO della vita. Tutto prende oggi un’altro colore. 
Tutti i suoi collaboratori sono passati chi dalle galere chi dalla paura di essere associato a comportamenti criminali nell’onda sollevata dalla procura Napoletana, con quelle accuse definite “chimeriche” dal magistrato giudicante. Io sono stato consulente di Romeo e ne sono onorato. In qualche convegno i miei colleghi ne hanno persino evocato il sistema (che era un teorema) per ragioni di concorrenza. Oggi Alfredo non parla più di allora, dopo averci raccontato le ore in carcere, la lezione tratta, e di quanti non lo salutassero più dopo la lunga e odiosa carcerazione , oggi non ha tempo per i ricordi, e forse preferisce non averne o tenerli in un cassetto. Ha altro da fare. Romeo governa con orgoglio assieme a quello che fu il suo carceriere e prova forse qualche imbarazzo paradossale e involontario per i pochissimi lo difesero pubblicamente da accusato ingiustamente, da carcerato ingiustamente. Non ha bisogno che gli si ricordi da dove viene, in cuor suo ne è orgoglioso, schivo e accorto come sempre ma, come prima nasconde quasi il bene e la ragione conquistati con la fatica e  l’intelligenza. La sua bellissima Villa a Posillipo
Napoli, la costa di Posillipo. In primo piano ...
Napoli, la costa di Posillipo. In primo piano il Palazzo degli Spiriti. (Photo credit: Wikipedia)
ha un ingresso quasi invisibile con un ascensore che scende in basso ,simbolico. Una bella casa signorile, ma in una dimensione popolare. Laggiù piantava broccoletti per cui lo condannarono ed oggi la spiaggetta-simbolo è invasa dai vecchi nemici difensori del Dio Demanio.  Forse è rabbia per quella  foto . Sono stati mesi difficili testimoniati da lunghe ore di lavoro spese con lui, i consigli, gli incontri, i documenti a volte rimasti lettera morta, altre volte riemersi siglati da personalità del mondo per bene accademico, di cui Alfredo ama circondarsi, per la loro intelligenza, ma anche per un bisogno permanente e naif di “accreditamento”. Ama il timbro dei circoli alti ed insieme ne rifugge e sa di esser meglio. Sento comunque un pò di orgoglio per questo suo nuovo potere e spero che possa essere utile alla città. Come l'Hotel a 5 stelle che non volevano fargli aprire, che non sapeva se inaugurare, dove si fiondarono gli avvoltoi che già sapevano dell'inchiesta. "Alfredo-dicemmo allora- tu sei a posto se vogliono ti colpiranno comunque, 'sta cosa la devi fare".
Piazzale flaminio
Piazzale flaminio (Photo credit: Wikipedia)
Ho presenti le giornate trascorse nel suo studio di Piazzale Flaminio, le amabili e interessate convers
azioni sulla situazione politica, i ragionamenti sulla terziarizzazione virtuosa, gli incontri, le ipotesi di continuo aggiustamento, le proposte di un nuovo modello di governance delle città. Smart services per smart cities. Avanzatissime idee e progetti: quelle verranno ritenute soprattutto in autorevoli circoli per addetti ai lavori, questi almeno a Napoli vanno avanti.
E bisogna dare atto anche a Luigi De Magistris di aver scelto, almeno su questo, il modo migliore e più efficace di esercitare il potere: il pragmatismo. Fregandosene anche di quel che aveva pensato prima. Chiedergli un’autocritica sarebbe un esercizio imbecille di vetero-comunismo. Anzi bisognerebbe che imparassero qualcosa anche i tecnici al governo. Il metodo partecipativo, negoziale, rapido ed efficiente scelto per  valorizzare prima e privatizzare poi il patrimonio immobiliare non verrà mai eguagliato dagli intricati i progetti in corso in mano alle burocrazie romane. Voglio proprio vedere se si faranno 1.500 vendite in 4 mesi.

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