lunedì 4 giugno 2012

Paola Concia vince sportivamente su twitter


Perchè Anna Paola Concia è al primo posto nelle classifica stilata da il Sole 24 ore  degli onorevoli più attivi su twitter ? Semplicemente perchè fa più tweets ..direte. O perchè qualcuno glieli scrive. Basta scorrere la sua timeline per capire che è lei : interviene spesso, dialoga, s'arrabbia, risponde spesso agli interlocutori, qualche volta polemizza. Dalla foga e dagli errori di battitura e da qualche intemperanza si capisce benissimo che non è uno staff. Perchè allora nonostante il buon numero di seguaci e la sua notorietà non è tra i più "influenti"? E perchè quelli che sono "influenti" (cioè che hanno molte citazioni e followers) non fanno che pochi tweet? Beh per una ragione speculare: il taglio scelto da molti dei "leader" su twitter è quello del "broadcasting one way" cioè asserzioni, link, brevi linee, qualche piccolo scoop azzeccato (la foto di Casini), ma conversazioni poche o rigorosamente "tra" loro o con giornalisti eminenti. In qualche caso si svolge un servizio dall'interno, ma non parlando solo di sè stessi: come Andrea Sarubbi con #opencamera e Aleassandro Maran con la sua rassegna internazionale ed allora ha meno tempo per dialogare.
Qui c'è un aspetto chiave:  dall'altra perte della barricata chi segue molte persone e interloquisce lo fa per informarsi, insomma impara (non insegna) e anche per questa funzione twitter è utilissimo ai politici come ai comuni mortali. Chi segue poche persone si informa meno. Per la stessa ragione non bisognerebbe mai vantarsi di avere tanti followers, non solo perchè si possono anche comprare, ma anche perchè non tutti siamo Fiorello o Lady Gaga. Dietro però alle numerose citazioni che fanno i followers rivolgendosi agli influenti c'è dell'altro: un tentativo di interagire, per le più diverse ragioni, di dialogare, di avere anche delle risposte. Non sempre vengono accontentati. Twitstalkers a parte, se non si riceve mai risposta è perchè  molti tendono, anche usando un mezzo nuovo e trendy, fondato sulla conversazione a ripetere lo schema analogico del comizio o dell'editoriale in 140 caratteri. Non ci vuole un guru per capire quello che è vero anche off-line: parla meglio ed è più credibile chi ascolta anche. Usa meglio la rete chi usa le due direzioni comunicative.
Così come capita che ci sia, tra i politici, anche chi capisce che la spesa è meglio andarsela a fare da soli,  piuttosto che farsela portare, qualcuno capisce anche che non servono imbellettamenti o team di esperti: magari se si chiacchiera di più  con le persone si capisce qualcosa, così anche su Twitter chi ti risponde ogni tanto fa bene a sè ed al paese, come fa la Concia
In verità ne ho conosciuti anche altri, speriamo sempre di più.

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