mercoledì 1 settembre 2010

Andrew Viterbi .Gli Italiani devono emigrare !

Non ho mai condiviso neanche un pò la retorica dei cervelli che emigrano e dei cervelli che ritornano. In un bell'articolo comparso su la Stampa viene ricordato come ad un emigrato Italiano di talento Andrea (poi Andrew) Viterbi nato nel 1939 dobbiamo l'algoritmo che è alla base del sistema GSM e cioè della telefonia mobile , gli dobbiamo anche in parte la nascita nel 1985 di Qualcomm, azienda leader nelle tecnologie mobili .. ed una società di venture Capital, "Scopriamo" continuamente che tuttora giovani italiani di talento migliorano le loro possibilità e mettono a frutto i loro talenti all'estero. Di fronte a questo fatto evidente, stampa , politici commentatori continuano a dire , "Che peccato ! In Italia c'è tanto talento sprecato che a causa del sistema non può emergere ed è costretto ad emigrare. A parte il fatto che si sono anche talenti che non emigrano , ma ameno male che possono farlo e lo fanno. Questa stupidaggine del "rientro" dei cervelli spinge a conseguenze superficiali . a iniziative minime e inefficaci. Talenti, investimenti, know how , vanno liberamente là dove possono crescere meglio e più liberi. Dove c'è vera competizione delle università per accaparrarseli, e delle aziende per utilizzare al meglio il capitale immateriale messo a disposizione dalle università. Qui del capitale immateriale non importa a nessuno : i precari sono tutti uguali ma vengono assunto solo quelli delle poste e della regioni, abbiamo l'imprenditoria con meno formazione universitaria e le università più lontane dal mondo dell'impresa Non si tratta di preminenza e di investimenti pubblici o privati nella ricerca. Ma di libertà , facilità e convenienza ad investire, e da parte della sedi universitarie : di responsabilità e concorrenza vere nelle condizioni di vita , studio e lavoro. Non c'è insomma un "talento naturale italico" dato dal dna Italiano che fa di noi tutti "Leonardo Da Vinci" sacrificati dalla casta e dal capitalismo. Ci son paesi e città che costruiscono , facilitano un sistema universitario , un ambiente economico dinamici e competitivi , realtà cittadine che aiutano , incoraggiano, attraggono lo sviluppo della conoscenza. Non dobbiamo "riportare" talenti , dobbiamo fare di più costruire un sistema che ne attragga non importa da dove , ne coltivi , che poi sappia impiegarli. E allora bisognerà lavorare dal lato della cultura istituzionale, politica, imprenditoriale e dei sistemi formativi e scardinare l'irresponsabilità, il conservatorismo, l'assistenzialismo ed introdurre la logica premiale e selettiva rigorosa assieme alla più ampia libertà e tolleranza verso arte cultura e conoscenza. Sennò meglio davvero che tanti Italiani, o albanesi, Indiani o Cinesi vadano dove vogliono e dove li accolgono perchè ci daranno scoperte scientifiche e dinamismo culturale ed economico che altrimenti non avremmo.

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