giovedì 23 settembre 2010

Mediaset Spagna , mediaset Italia e you tube

Nel 2009 , Mediaset aveva approfittato dei sistema giudiziario italiano e aveva riscosso tempo fa una condanna e penale a you tube il giudice Italiano aveva condannato ad un multone per violazione dei diritti. Manco a dirlo pochi giorni prima la voce di De Benedetti Murdoch e Confalonieri si era fatta sentire all'unisono per il comune interesse dei detentori di diritti , dei poveri editori etc ..uniti in un grande comitato di conservazione nazionale dell epoca analogica.
Nel 2010 come avevamo previsto : le cose stanno cambiando .L'editoria digitale nel mondo supera la analogica, emergono i modelli di business comuni (paywall) e e c'è un giudice ...a Madrid che Stabilisce il contrario di quello italiano
Telecinco , che presto diventerà proprietaria di tutta la pay , e di due canali generalisti....aveva cercato di fare " n'ata cosa e suorde' "cioè di spillare 800 milioni da You Tube seguendo il trend segnato dalla giustizia milanese ..Ma le accuse di violazione di copyright contro YouTube avanzate dall'emittente spagnola. Sono state respinte

Secondo Google" questa decisione rappresenta una grande vittoria per Internet, riafferma quanto previsto dalla legge europea: YouTube è esclusivamente un intermediario che fornisce servizi di hosting di contenuti e, in quanto tale, non è tenuto a verificare preventivamente i video che vengono caricati sul suo sito, bensì a rimuovere i contenuti in violazione segnalati dai detentori dei diritti."

La sentenza dice il contrario di quella italiana . O i giudici fanno più attenzione alle leggi che ai giornali in Spagna ( dove la lobby dei diritti è persino più agguerrita e bipartisan che in Italia. O come speriamo, sta avanzando nel continente una logica di accordi , di regolazione e giurisdizione piu realistica , più in linea con la nuova economia ....e c'è da augurarsi che il buon vento arrivi anche da noi.

mercoledì 1 settembre 2010

Andrew Viterbi .Gli Italiani devono emigrare !

Non ho mai condiviso neanche un pò la retorica dei cervelli che emigrano e dei cervelli che ritornano. In un bell'articolo comparso su la Stampa viene ricordato come ad un emigrato Italiano di talento Andrea (poi Andrew) Viterbi nato nel 1939 dobbiamo l'algoritmo che è alla base del sistema GSM e cioè della telefonia mobile , gli dobbiamo anche in parte la nascita nel 1985 di Qualcomm, azienda leader nelle tecnologie mobili .. ed una società di venture Capital, "Scopriamo" continuamente che tuttora giovani italiani di talento migliorano le loro possibilità e mettono a frutto i loro talenti all'estero. Di fronte a questo fatto evidente, stampa , politici commentatori continuano a dire , "Che peccato ! In Italia c'è tanto talento sprecato che a causa del sistema non può emergere ed è costretto ad emigrare. A parte il fatto che si sono anche talenti che non emigrano , ma ameno male che possono farlo e lo fanno. Questa stupidaggine del "rientro" dei cervelli spinge a conseguenze superficiali . a iniziative minime e inefficaci. Talenti, investimenti, know how , vanno liberamente là dove possono crescere meglio e più liberi. Dove c'è vera competizione delle università per accaparrarseli, e delle aziende per utilizzare al meglio il capitale immateriale messo a disposizione dalle università. Qui del capitale immateriale non importa a nessuno : i precari sono tutti uguali ma vengono assunto solo quelli delle poste e della regioni, abbiamo l'imprenditoria con meno formazione universitaria e le università più lontane dal mondo dell'impresa Non si tratta di preminenza e di investimenti pubblici o privati nella ricerca. Ma di libertà , facilità e convenienza ad investire, e da parte della sedi universitarie : di responsabilità e concorrenza vere nelle condizioni di vita , studio e lavoro. Non c'è insomma un "talento naturale italico" dato dal dna Italiano che fa di noi tutti "Leonardo Da Vinci" sacrificati dalla casta e dal capitalismo. Ci son paesi e città che costruiscono , facilitano un sistema universitario , un ambiente economico dinamici e competitivi , realtà cittadine che aiutano , incoraggiano, attraggono lo sviluppo della conoscenza. Non dobbiamo "riportare" talenti , dobbiamo fare di più costruire un sistema che ne attragga non importa da dove , ne coltivi , che poi sappia impiegarli. E allora bisognerà lavorare dal lato della cultura istituzionale, politica, imprenditoriale e dei sistemi formativi e scardinare l'irresponsabilità, il conservatorismo, l'assistenzialismo ed introdurre la logica premiale e selettiva rigorosa assieme alla più ampia libertà e tolleranza verso arte cultura e conoscenza. Sennò meglio davvero che tanti Italiani, o albanesi, Indiani o Cinesi vadano dove vogliono e dove li accolgono perchè ci daranno scoperte scientifiche e dinamismo culturale ed economico che altrimenti non avremmo.