lunedì 30 agosto 2010

In vacanza con l'Ipad e la rivoluzione


L' Ipad è una rivoluzione. E' il palinsesto fisico personale , però è anche social ! Cioè se andate in vacanza con un gruppo di amici e siete l'unico fortunato possessore di un Ipad, rassegnatevi : sarà il comunismo della tavoletta. "Ma' posso prendere un momento l'Ipad ?"
Per guardare la posta, per andare su facebook, per provare a vostre spese le applicazioni più disparate....quelle già provate sull'iphone, quelle nuove Iron man 2, FBI,Avatar, ma soprattutto IBartezzaghi tutti lo vogliono, tutti lo usano... tutti a metterci le dita sporche di crema solare. Costa tanto ? Si e pure i telefonini prima e gli smart phone adesso costano tanto , ma gli italiani ne mangiano più della pasta.
Inizialmente credevo che sarebbe servito (soprattutto a me) per leggere i giornali senza andare a conprarli e con le cronache di diverse città, a portata di mano ..ragion per cui ho fatto l'abbonamento a Corsera e Repubblica, anche al Foglio, quello gratuito, a L'unità, Messaggero e Wall Street journal... . Un cambiamento notevole nel bouquet informativo personale, però condizionato dai capricci della rete : non sempre il fatidico 3G con la sim Vodafone compare, e allora scaricare gli agognati giornali diventa impossibile o lentissimo quando si è lontani da un collegamento wi fi . Sono però riuscito ad usarlo in treno (a tratti) , in montagna (val Gardena) pochissimo, e alla Egadi a singhiozzo. Il disguido non vale per le apps interamente scaricabili come , appunto iBartezzaghi , come i libri scaricati da Amazon Kindle, con fantastiche possibilità di lettura, appunti, sottolineatura e vocabolario....ho guardato i sentieri di montagna, i ristoranti, persino seguito la corsa della Freccia d' Argento
Il cambiamento di cui avevamo discusso un anno fa è già in atto..e non riguarda tanto il device , che si va continuamente ri-configurando e arricchendo di modelli sotto i nostri occhi (è già annunciato il Mini Ipad) . l'Ipad mania spiega coi fatti le due novità di cui abbiamo potuto leggere e discutere on line anche sulla slendido numero di settembre di Wired per Ipad : la fine del web e la nuova vita di internet e la nuova danza tra gratuito, aparto neutrale , da un lato e chiuso, proprietario, business oriented dall'altro.. Ancora una rivoluzione di cui si possono apprezzare conseguenze grazie alla tavoletta dello scriba globale
1) Non tutto passa dal web browser , sempre più cose invece passano da piattaforme indipendenti
2) Twitter,facebook , Itunes ma anche il P2P , skype e quant'altro (soprattutto video) e le milioni di apps decollano in mobilità . Già da tempo anche le ns telefonate e il VOIP via internet ma non via web: da questo autunno tutto all'interno die nostri televisori
3) La maggioranza di tutto ciò è a pagamento (dunque per definizione chiuso a chi non paga)
4) L'esperienza che ci porta ad "assaggiare" il prodotto è prevalentemente gratuita come molte altre cose su internet : il pasto al ristorante è a pagamento.
5) Se "There's no such thing as a free lunch" ripeteva Milton Friedman, almeno nella maggior parte dei ristoranti . Se sono disposto a pagare per assicurarmi "quel pasto" esigo anche che mi venga servito in tempo, caldo e nelle condizioni migliori. Voglio una qualità diversa dall'assaggio o da tutto ciò che invece mi viene dato gratis. Ecco la ragione dell'accordo Google Verizon e della richiesta di una diversa (minore) regolamentazione per i servizi e contenuti in mobilità.Sulla mia tavoletta o sullo smart-phone voglio filmati di buone risoluzine che non si impallino e li voglio adesso !
La rivoluzione del web è compiuta , ora vogliamo goderne in parte i risultati anche in modo differenziato creando mercati, realizzando o consumando prodotti e servizi
La rivoluzione di internet e del web è ancora in atto : perchè la collaborazione è a disposizione di tutti e il gratuito serve ancora al mercato.
La collaborazione per ragioni altruistiche non verrà limitata da questo movimento parallelo. "Il surplus cognitivo" come lo chiama Shirky, definito dalle ore dedicate a condividere e comunicare attivamente , piuttosto che a "ricevere informazioni" nel tempo libero dal lavoro e dal sonno, è in aumento, sono in aumento gli esempi di partecipazione comunitaria e/o civica . Insomma su internet il socialismo (o commonismo) delle comunità , dei software open source, dei social networks dei social individuals coesiste , scontrandosi e aiutandosi , con il capitalismo. Google fonda la forza delle più grande impresa capitalistica mondiale , sulla gratuità dei suoi contenuti e il pagamento della visibiltà. I Creative Commons si diffondono e la musica a pagamento pure.....Nessuno aveva previsto tanti cambiamenti in così poco tempo a disposizione di chi saprà a approfittarne . Viva la tavoletta !