lunedì 26 aprile 2010

Il 25 Aprile a Perugia . Venti alle 20 e.. la "nana vagante"


I giovani del Gruppo di Pensiero " Venti alle 20 della Luiss ", mi hanno invitato al Mediacamp di Perugia. Il tema era : crowdsourcing tra privacy, business e informazione, esiste la saggezza delle folle ?
L'incontro molto interessante si è svolto nel quadro del Festival Internazionale di Giornalismo di Perugia, con l'appoggio di Unicredit.
Il giovane responsabile della Luiss Fabrizio Sammarco ha fatto il possibile per tenere il carattere informale e diretto del barcamp , e davvero tutto è andato per il meglio. Interventi interessanti e curiosi, domande dirette, esperienze innovative, come quelle su pazienti.org. Poi c'è stato un momento un pò diverso : è entrata una giovane giornalista Arianna Ciccone , che ha annunciato che avrebbe parlato della iniziativa della valigia blu. Si tratta di un movimento nato on line e diventato molto consistente (quasi 200.000 adesioni) , contro la affermazione del direttore del TG1 Augusto Minzolini che Mills era stato assolto. Il movimento richiedeva e richiede una "smentita", con l'argomentazione che "prescrizone non è assoluzione". La Valigia Blu è quella con cui Arianna Ciccone , che è anche organizzatrice del festival di Perugia, ha consegnato migliaia di firme in Rai per ottenere una smentita. Un buon esempio di mobilitazione on-line . Il tema ci stava tutto. Il problema è che questo intervento è stato lunghissimo, del tutto fuori dallo stile del barcamp , autocelebrativo da parte di questa persona che si è autodefinita "nana vagante", precisando che "era un contenuto positivo perchè ispirato dal film di Ozpetek"....ci ha mostrato foto, video, spot in cui c'era sempre lei ....in un intervento che aveva i toni del comizio , ci ha invitato a manifestare e a "battere su Facebook i sostenitori di Minzolini" . Quando una redattrice del Tg1, Barbara Carfagna ha cercato di precisare, visto che era stata inviata per fare un servizio , che non tutto era alla Rai come la Ciccone descriveva, e che le successive edizioni avevano dato la notizia correttamente .... è stata investita di richieste perentorie , interrotta in uno scontro a due durissimo che ha scoraggiato i presenti; con la signora Arianna Ciccone che parlava a nome delle persone , contro i partiti , e ripeteva una serie di slogan rispettabili ma gridati con veemenza senza possibilità di sereno contraddittorio. Quando ,dopo parecchio, ho sottolineato che anche noi eravamo persone e avremmo gradito andare avanti (beccandomi un applauso liberatorio e totalitario) , l'oratrice si è indispettita dicendomi che ero un ospite (immagino nel senso che lei era la organizzatrice del festival e parlava quanto voleva).
Un piccolo episodio che mi ha fatto riflettere : nella patria del giornalismo epico, etico e militante , la comunicazione è una cosa un pò più complessa. Nel giorno in cui qualcuno cerca di sostituire l'antiberlusconismo all'antifascismo , solo perchè Berlusconi riconosce il valore dell'antifascismo . Qualcuno di questi santoni del giornalismo di sinistra si è chiesto perchè , dopo la grandi mobilitazioni della rete e della Tv buona (rainotte) con Santoro,Gore e Saviano protagonisti anche a Perugia, dopo i popoli viola e le migliaia di firme su internet , dopo 16 anni di mobilitazioni giudiziarie, la partecipazione al voto è calata ed ha colpito soprattutto la sinistra ?
Mah ? Personalmente credo che queste impostazioni più che una mina vagante per il sistema , siano un boomerang per chi le utilizza.

giovedì 22 aprile 2010

Il Balzello su Internet



La proposta formulata dal Presidente della FIEG (vedi sotto) di una tassa su internet per fare fronte alla crisi dell'editoria è un grave errore
La posizione espressa rappresenta una prova di come l'Italia che non cambia cerca di ostacolare quella che cambia e prefersice difendere vecchi modelli e farne pagare il prezzo agli utenti.

Limitare la gratuità, o la libertà d'accesso alla rete, vuol dire ridurre le possibilità che internet e le imprese che lo animano a milioni aiutino
l'economia creativa , la libertà di espressione , il potenziamento delle nuove imprese. Se si chiede a un giovana quale è uno dei limiti più grave di internet mobile ad esempio , la risposta è che costa ancora troppo. Dagli Stati Uniti all'estremo oriente : la neutralità della rete, l'aumento della possibilità e della banda di accesso, sono considerati una base fondamentale per la ripresa, per la ricerca, per la green economy. Chi ha puntato su queste novità ha accresciuto i propri profitti nostante la crisi e chi come gli stati ha puntato sulla digitalizzaizoni ha realizzato grandi risparmi.Il settore della nuova economia , dei nuovi media, dei progetti tecnologici, delle stesse telecomunicazioni , è l'unico mondo in cui c'è libertà e concorrenza gobale- Qui gli stati hanno speso poco e le imprese non hanno chiesto vantaggi e incentivi in piena crisi ! Trilioni di euro sono andati a settori come banche, finanza,auto e nulla o quasi alla crescita della rete e della innovazione.
La editoria è in crisi da ben prima di internet ,ed è invece fortemente assistita , ma affronta peggio la crisi mondiale. Qui come nel mondo televisivo tradizionale ci son squilbri clamorosi di cui di solito le autorità indipendenti non si accorgono. Le ragioni della crisi della editoria e di parte dell'industria dei contenuti sono profonde e strutturali , ma la forte presa che questa industria ha sugli establishment nazionali ed il conservatorismo delle istituzioni pubbliche e private non aiutano a cambiare. E' anche ora di dire che il carattere politico e poco indipendente delle autorities regolatorie, da luogo ad una "vigilanza selettiva" e consente spesso di trasformare procedure di ricorso in tentativi di ricatto di cui si brandisce il possibile esito , per negoziare vantaggi in accordi commerciali, chiamando commissari e autorevoli rappresentanti ad esprimersi anche prima dell'esito sulla stampa. E' un gioco di pressione lobbistico mediatica , che non guarda alla sostanza e alla novità dei mercati innovativi. Nella covinzione che più che consentire lo svilupo dei mercati e la crescita attraverso nuovi percorsi , sia compito delle suddette autorità, indirizzarli con l'occhio rivolto alla pubblica opinione e ai governi.
Ci sono invece veri e propri cartelli a svantaggio della editoria minore,di quella indipendente, di quella scientifica etc. E' clamoroso dunque che secondo una logica medioevale venga di qui la richiesta di "un balzello"su internet : che dovrebbe finanziare non la innnovazione di questi operatori ma la loro arretratezza . E questa logica sembra coinvolgere un ampio arco di "attori" che controllano largamente la scena italiana, divisi su tutto meno che sul nuovo balzello.
Ciò avviene contestualmente ad una orgogliosa crociata regolatoria su temi di grande importanza come i diritti d'autore dove sono impegnati anche Siae e Fapav : per criminalizzare tutto ciò che è nuovo e libero. Nella posizione della FIEG c'è chiaro il riconscimento di non aver ancora trovato un modo di far pagare i contenuti on line che tenga insieme l'enorme diffusione e visibilità che dà la presenza sui motori di ricerca e un sistema di alocazione delle risorse pubblicitarie ancora basato sull passaggio dalla prima pagina.
Questa incapacità dovrebbe essere pagata alla fine dagli utenti . Una lobby potente e obsoleta, integrata da interessi economici e politici, quella dell'industria editoriale "così come è", con i suoi monopoli e oligopoli, con i suoi incentivi pubblici e con i suoi conflitti rischia di tener la realtà e il futuro fuori dall'Italia e dall'Europa. E il rischio è anche quello di perdere i nuovi treni qullo degli e-book, quello dell'advertising online, quello del internet mobile e delle apps. C'è qualcuno nel mondo della politica che se ne accorga ? O No ?

Tasse su internet ? Penalizzarne l'estensione ? Assistere i business vecchi e bloccare quelli nuovi

TASSA PER CHI NAVIGA - Al termine della presentazione del rapporto Malinconico ha poi formulato una proposta che farà probabilmente discutere: quella di una "mini tassa" per chi ha la connessione a internet e quindi si avvale dei contenuti anche editoriali della rete, che vada a sostegno del settore ancora in forte crisi. Nel sottolineare che in Germania si è seguita una strada analoga con la creazione di una «tassa sul computer», Malinconico dice che la Fieg non immagina una misura di questo tipo ma piuttosto «un prelievo di entità modesta, dal costo di un caffè al mese o giù di lì, per realizzare una dote di risorse che possa essere d'aiuto in questo frangente». Quindi «non una soluzione alla crisi, ma - spiega il presidente degli editori - una misura da adottare in modo transitorio». Una sorta di «strumento forfettario» per dare ossigeno al settore, che ancora attende una soluzione al problema dei contenuti editoriali utilizzati in rete dai motori di ricerca a partire da Google. «Di questo problema - ricorda Malinconico - si sta occupando la Commissione europea e in Italia l'Antitrust ha aperto un'istruttoria il cui termine però scade a ottobre e probabilmente sarà prorogato. Insomma si annunciano tempi lunghi per trovare un equilibrio con i motori di ricerca, 2-3 anni, e nel frattempo che facciamo?». Il tema dei contenuti editoriali sta molto a cuore agli editori: anche su internet «magari l'utente si va a cercare l'articolo invece che sul sito della testata su un motore di ricerca, così anche la pubblicità online raccolta dagli editori corre dei rischi». E di fronte al rischio che una tassa sulla ricerca di contenuti editoriali da parte di un utente della rete possa assumere profili di incostituzionalità, Malinconico replica che «normalmente su certi servizi ci sono oneri di sistema generali che vengono divisi. Si pensi alle bollette elettriche dove si paga anche per il costo delle centrali idroelettriche».

martedì 6 aprile 2010

Che peso ha avuto la rete nelle elezioni regionali ?




Due o tre manifestazioni del popolo viola ; decine di gruppi e decine di migliaia di sostenitori su facebook : una utilizzazione ancora un po' retrò ma pervasiva della rete, you tube compreso .Un dialogo diversificato ma soprattutto tanta personal propaganda. Poi c'è stato “l'evento del secolo” : contro la chiusura dei talk show “Raiperunanotte”. Commenti entusistici e picchi di visite sui siti mainstream. La multimodalità , internet che batte la tv cattiva illiberale e si integra con quelle “libere”, a pagamento su sky , gratis con Current tv. In verità il mastro di chiavi , di danze , dei emozioni era Michele Santoro, ex parlamentare e divina permanenza dell'era analogica dai tempi di Telekabul, che semmai ha “piegato” tutto alla logica della tv generalista e lottizzata. Ma quanto ha esato la rete nelle urne ? Poco o niente si direbbe ,anzi. Si è passati in pochi ore da “le rete vince, nulla sarà come prima, ce la facciamo ovunque, in Italia c'è ancora speranza” a....”l'Italia è un paese di merda, un popolo di narcotizzati” , fino alle solide indicazioni politiche : “basta con i soliti noti (D'alema) . Ci resta solo la Puglia! Che schifo questa sinistra di affaristi “ Uno scoramento on line prevalentemente all'interno della sinistra . A destra al massimo c'è stato un tifo calcistico , passato dalla delusione per la vicenda delle liste all' orgoglio per la vittoria sospirata e inattesa.

Al netto di pochi episodi , la rete si agita soprattutto a sinistra ma non favorisce necessariamente la sinistra . Basta fare la prova su qualunque motore di ricerca. Se i voti si ripartissero come la blogosfera e i social networks comanderebbe Beppe Grillo con Marco Travaglio, e Berlusconi languirebbe in galera. Internet è lontana dalla realtà come la sinistra ? No il caso italiano c'è anche qui (lo scriveva Andrea Romano sul Sole 24ore) : le tifoserie esportano su internet la stesso scontro tribale che c'è nella politica reale , ma quei gruppi non rappresentano nè la società , nè la rete , che invece coincidono sempre di più. Così l'Internet-politicoitaliana , gioca un ruolo importante, ma somiglia alla politica off-line.

La blogosfera italiana è stata definita "molle" , cioè autoriferita : «molto isolata, rinchiusa in se stessa, ... pesantemente incline alle opinioni personali piuttosto che alle analisi politiche.»(Anthony Hamelle di Linkfluence). Non si occupa di temi concreti o di analisi ma di sé. Non sfrutta la potenzialità della geolocalizzazione, le conversazioni , le reti (interessi) già esistenti , ma pretende di “portare” gli internauti verso i suoi contenuti ideologici I militanti parlano e si accusano tra loro come farebbero se si trovassero in piazza , cosa che ogni tanto fanno, ma con minore entusiasmo. Insomma: siti pieni urne vuote.o quasi.

Attenzione però per la politica militante, radicale, questo sistema va benissimo ; il network della opposizione giustizialista, ha dimostrato di saper usare meglio di chiunque il sistema comunicativo multimodale , facendo prevalere Grillo , Di Pietro e Vendola sui dinosauri alla Rifondazione e Comunisti italiani, rosicchiando voti al PD e influenzando/cavalcando il senso comune più largo con “politica dello scandalo” (Castells) che è chiave decisiva da decenni nel sistema di potere della comunicazione . La politica militante usa internet come un “medium” evoluto e i social network come bacheche ,e insieme utilizza il più potente "viagra" della comunicazione televisiva : lo “scandalo” , dal gossip sessuale ,alla corruzione. Ecquesto avviene ovunque. L'unica differenza italiana è la integrazione organica nel sistema della “magistratura comunicante” , esperta più di press release che di prove . Sul “mercato” del consenso questa linea paga per varie ragioni , ma soprattutto perchè la politica e le istituzioni (pubbliche e private) son deboli e in crisi di legittimazione ovunque. La maggioranza della popolazione mondiale pensa in modo crescente che i suoi rappresentanti siano corrotti e incapaci , i media mainstream e quelli nuovi seguono questo mercato da quando esiste la tv e la personalizzazione. Negli States come in Francia, in Spagna come in Italia interi cicli politici si sono aperti e consumati in offensive “scandalistiche”. In questo la Rete con la sua "viralità" e permanenza è una novità potente che fa leva su un altro fattore : nel mondo contemporaneo le “istituzioni” contano sempre meno , ed hanno sempre meno potere . Per tornare alle elezioni dunque si può dire che l'astensione non è solo frutto di una delusione ma una realistica presa d'atto che la politica è meno utile. In questo ciclo, le politiche scandalistiche on line hanno un effetto moltiplicatore della sfiducia e dispersione i cui esiti sono imprevedibili (vedi il boomerang a sinistra della questione morale)

La rete, invece , "è" la società del terzo millennio : milioni di persone che lavorano e si scambiano conoscenza ; di questa novità approfittano marginalmente "i pasdaran" della rete,quelli che presumono di farne una ideologia e quelli che la esorcizzano,a restando lontani dalla sostanza sociale . Da noi in particolare , non è avvenuto nulla che costruisca dal basso una leadership , come nel caso di Obama. Nulla di quel messaggio di sistema, fiducioso e costruttivo , di quella sfida partecipativa diretta che riconosce le differenze e chiama in campo in base alla responsabilità del cambiamento. Per vincere elezioni , ma anche per monitorare la riforma della sanità ; un sistema di rete , di "autocomunicazione" non contro qualcuno, ma di tutti per tutti.

Dunque non si tratta di portare il messaggio “su” internet , ma di capire cosa è cambiato grazie ad internet e alle tecnologie sociali. E qui torniamo alla comunicazione : se il luogo pubblico del potere è la comunicazione , potenziata dalle reti di riferimento (quelli di cui mi fido e che sono vicini) , tutti i partiti e le istituzioni dovrebbero ripartire dai cittadini senza demogogie nè presupposti ideologici (è uno degli insegnamenti sia del successo leghista che di quello del PDL) Dovremmo chiederci se le reti e il fare rete, in tutte le dimensioni non debbano diventare un "mantra" della politica. Rivolgersi agli "utenti " con la mente sgombra da pregiudizi , per trasformarli in attori diretti , responsabili ed inaugurare così l'era dell' umiltà e dell'ascolto , della responsabilità , del coraggio e della collaborazione.