venerdì 22 gennaio 2010

L'evento dell' Autorità Antitrust si vede solo con Microsoft


Disclosure preventiva : chi scrive collabora con Google.
L'Autorità antitrust ha organizzato un importante evento sulla convergenza elettronica
il "mostro" ricorrente nelle relazioni presentate è stato Googzilla : cioè il potere e il presunto monopolio su pubbilcità, news e search della comapgnia di Mountain View . Al di là del merito tutto da discutere : i testi sono disponibili in PDF , ma risulta un che l'accesso a file media dell' evento organizzato dall'Autorità Antitrust sia esclusivamente attraverso software Microsoft Vindows Media Player. Curioso.

giovedì 21 gennaio 2010

Luca Barbareschi Sciok e Will it Blend, e la lotta alla pirateria ?

Nel promo della nuova trasmissione della 7 condotta dal simpatico e irregolare Barbareschi, appare un video chiaramente ispirato a "will it blend "Il video virale su you tube. Non mi farò tanti amici tra i bacchettoni, ma io stimo Barbareschi che a volte prende posizioni in controtendenzacol suo campo . Sul tema di internet però penso che spesso abbia fatto battaglie esasperate sul diritto d'autore e contro la pirateria, senza tenere conto del valore che ha la possibilità di riutilizzare le idee per costruirne di nuove .
Guardate e giudicate se lo spot di Barbareschi non sembra copiare copia la lunga serie di video "Will it Blend". W la rete e le idee che ognuno può usare per arricchirsi !




mercoledì 13 gennaio 2010

Politica Mondiale 2.0




Il motore di ricerca Google annuncia l'eliminazione dei 'filtri' nelle ricerche in Cina e i navigatori di Pechino vedono 'riapparire' le notizie scomode, fino a ieri inaccessibili. Questa mattina "ho provato a digitare 'dalai lama' su google ed ho avuto l'ineffabile sorpresa di veder comparire centinaia di risultati" scrive un utente italiano da Shangai del blog 'Scene Digitali' del sito di Repubblica. Sembra il primo risultato della decisione comunicata ieri dal colosso di Internet, in risposta a una serie di cyber-attacchi "molto sofisticati" partiti dalla Cina e che, si specificava in una nota, "hanno provocato il furto di proprieta' intellettuale di Google". Le attivita' degli hacker - che, si specificava, non sono state indirizzate solo contro Google ma contro una ventina di aziende - hanno avuto come "obiettivo primario quello di accedere agli indirizzi di posta elettronica Gmail di attivisti cinesi dei diritti umani". A seguito di una indagine, e' poi emerso che decine di account G-mail anche in Stati Uniti ed Europa sarebbero stati violati. Di qui la reazione del colosso di Internet che ha anche minacciato di interrompere ogni attivita' nel mercato cinese, o perlomeno di "rivedere la fattibilita' del nostro business" a Pechino: Google aveva lanciato il suo portale cinese 'filtrato' nel 2006 "nella convinzione - si leggeva - che un maggiore accesso alle informazioni e un Internet piu' aperto avrebbero compensato il disagio nell'acconsentire a censurare alcuni risultati". "Nelle prossime settimane - conclude la nota di ieri - discuteremo con il governo cinese su come far funzionare un motore di ricerca all'interno delle leggi" fissate dalle autorita' di Pechino. Per il momento, il Dalai Lama e' riapparso sui computer cinesi, e la reazione di Pechino non dovrebbe farsi attendere.

Uno statement molto deciso e importante di Google

Uno statement molto deciso e importante di Google sugli attacchi on line agli attivisti dei diritti umani in Cina
Sperano nelle riforme ma non scartano neppure l'ipotesi di chiudere con la Cina

tramite Google Public Policy Blog di Google Public Policy Blog il 12/01/10
Posted by David Drummond, SVP, Corporate Development and Chief Legal Officer

Like many other well-known organizations, we face cyber attacks of varying degrees on a regular basis. In mid-December, we detected a highly sophisticated and targeted attack on our corporate infrastructure originating from China that resulted in the theft of intellectual property from Google. However, it soon became clear that what at first appeared to be solely a security incident--albeit a significant one--was something quite different.

First, this attack was not just on Google. As part of our investigation we have discovered that at least twenty other large companies from a wide range of businesses--including the Internet, finance, technology, media and chemical sectors--have been similarly targeted. We are currently in the process of notifying those companies, and we are also working with the relevant U.S. authorities.

Second, we have evidence to suggest that a primary goal of the attackers was accessing the Gmail accounts of Chinese human rights activists. Based on our investigation to date we believe their attack did not achieve that objective. Only two Gmail accounts appear to have been accessed, and that activity was limited to account information (such as the date the account was created) and subject line, rather than the content of emails themselves.

Third, as part of this investigation but independent of the attack on Google, we have discovered that the accounts of dozens of US-, China- and Europe-based Gmail users who are advocates of human rights in China appear to have been routinely accessed by third parties. These accounts have not been accessed through any security breach at Google, but most likely via phishing scams or malware placed on the users' computers.

We have already used information gained from this attack to make infrastructure and architectural improvements that enhance security for Google and for our users. In terms of individual users, we would advise people to deploy reputable anti-virus and anti-spyware programs on their computers, to install patches for their operating systems and to update their web browsers. Always be cautious when clicking on links appearing in instant messages and emails, or when asked to share personal information like passwords online. You can read more here about our cyber-security recommendations. People interested wanting to learn more about these kinds of attacks, can read this U.S. government report, Nart Villeneuve's blog and this presentation on the GhostNet spying incident.

We have taken the unusual step of sharing information about these attacks with a broad audience not just because of the security and human rights implications of what we have unearthed, but also because this information goes to the heart of a much bigger global debate about freedom of speech. In the last two decades, China's economic reform programs and its citizens' entrepreneurial flair have lifted hundreds of millions of Chinese people out of poverty. Indeed, this great nation is at the heart of much economic progress and development in the world today.

We launched Google.cn in January 2006 in the belief that the benefits of increased access to information for people in China and a more open Internet outweighed our discomfort in agreeing to censor some results. At the time we made clear that "we will carefully monitor conditions in China, including new laws and other restrictions on our services. If we determine that we are unable to achieve the objectives outlined we will not hesitate to reconsider our approach to China."

These attacks and the surveillance they have uncovered--combined with the attempts over the past year to further limit free speech on the web--have led us to conclude that we should review the feasibility of our business operations in China. We have decided we are no longer willing to continue censoring our results on Google.cn, and so over the next few weeks we will be discussing with the Chinese government the basis on which we could operate an unfiltered search engine within the law, if at all. We recognize that this may well mean having to shut down Google.cn, and potentially our offices in China.

The decision to review our business operations in China has been incredibly hard, and we know that it will have potentially far-reaching consequences. We want to make clear that this move was driven by our executives in the United States, without the knowledge or involvement of our employees in China who have worked incredibly hard to make Google.cn the success it is today. We are committed to working responsibly to resolve the very difficult issues raised.

giovedì 7 gennaio 2010

Polverini Reti Velardi

REGIONALI. LAZIO, BONINO: VELARDI? PASSIAMO ALL'ALTRA DOMANDA... (DIRE) Roma, 7 gen. - Bonino e' una candidatura elitaria rispetto a quella popolare di Polverini dice Claudio Velardi, ex collaboratore di Massimo D'Alema, che con la sua societa' cura l'immagine di Renata Polverini. Che ne pensa Bonino? "Passiamo alla domanda successiva...", risponde la radicale nel corso del videoforum su Repubblica.it.(Red/ Dire) 12:43 07-01-10 NNNN

REGIONALI: BONAIUTI, VELARDI APPOGGIA POLVERINI? BRAVO MAL DI PANCIA 'GIORNALE'? OGNI QUOTIDIANO ESPRIME LE SUE IDEE (ANSA) - ROMA, 7 GEN 10 -
'Velardi appoggia la Polverini? E' bravo e quindi l'apporto di persone brave va visto con favore'.Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, intervenendo a Rainews24, risponde cosi' al direttore Corradino Mineo che gli chiede un commento sul sostegno del collaboratore di Massimo D'Alema alla candidatura di Renata Polverini alla presidenza della Regione Lazio.Mal di pancia de 'Il Giornale'? 'Ogni quotidiano esprime le idee che ha, la linfa che ha - risponde Bonaiuti - Quando un giornale critica lo lasciamo criticare a meno che non sia una campagna come quella che fece 'La Repubblica' che ti spinge a domandarti se tutta questa insistenza non nasconda un partito preso'.(ANSA).FTM 07-GEN-10 09:12 NNNN
 
Orenove/5. Regionali Lazio, Velardi: Emma elitaria, Renata popo Assolutamente da non perdere Roma, 07 GEN (Velino) - "'Questi salti mortali li faccio da anni, non e' una novita' e poi me lo faccia dire con una battuta, io sono trasversale da quando sono nato'.Claudio Velardi, gia' spin doctor di D'Alema a Palazzo Chigi, fino a giugno assessore al Turismo della giunta Bassolino in Campania, 'come tecnico esterno, per carita', non vede dove sia lo scandalo che uno come lui abbia deciso di curare la comunicazione di Renata Polverini, candidata della destra nel Lazio. Ma anche se e' convinto che 'Renata vincera', Velardi e' di cattivo umore. Non certo - scrive LA STAMPA - perche' a insidiarla e' spuntata la Bonino, ma perche' le partite sono finite da cinque minuti e, a dispetto della sua origine partenopea, lui non tifa per il Napoli che ha vinto, ma per la Roma, proprio come D'Alema. 'Vincevamo due a zero col Cagliari, poi il pareggio alla fine! Oggi sara' scontento pure lui, non mi faccia dire cose contro Massimo...'. Ma viste le ultime mosse del Pd, D'Alema non sembra piu' in forma come una volta, o no? 'In Puglia un risultato lo porta a casa, l'appoggio dell'Udc. Certo, quando tutta la politica si riduce a questi giochini tattici, uno e' esposto a qualche brutta figura. Mi limito a dare un umile consiglio a Massimo: di stare buono e di sostenere Bersani nei tentativi disperati che sta facendo di rimettere insieme quella baracca. E' Bersani il leader del Pd? Sia lui a condurre sempre le danze dentro quel partito'. Con la Polverini che si affida a un guru della comunicazione col suo pedigree, qualcuno a destra potra' sospettare che lei fara' gli interessi del nemico...
'Questa cassiamola proprio come domanda, sono cose che si dicevano venti anni fa!'. Ma e' un suo consiglio non aver messo il simbolo del Pdl nei manifesti che hanno invaso la capitale? 'Ora, all'inizio della campagna elettorale, e' stato giusto non metterlo, perche' la Polverini puo' raccogliere molti consensi al di la' del suo schieramento. E lo si vede in questi giorni su Facebook dove c'e' gente di sinistra che dice 'io voto Polverini'". E' vero che questa estate lei e' stato il primo a dirle, 'Renata scendi in campo tu che puoi intercettare i voti dei delusi del Pd per il caso Marrazzo'? 'Verissimo, ho fatto tante fesserie nella mia vita e questa intuizione evidentemente era giusta. E aggiungo, se ci sara' un confronto Bonino-Polverini sara' una bella campagna, civile e concreta tra due donne, un bel segnale dopo il 2009, anno degli scandali, dei trans e dei gossip'.Provi a dire un punto vincente della Polverini e un punto forte della sua rivale. 'Un punto forte della Bonino e' che lei e' da anni una specie di 'mantra' della politica, tutti dicono che e' brava, ma bisogna vederla alla prova, non ha mai avuto responsabilita' amministrative. E un punto vincente della Polverini e' che mentre quella della Bonino e' una candidatura elitaria, laicista e liberista, la Polverini invece e' popolare, piu' moderata e meno estremista. Come si regolera' l'elettorato cattolico del Pd con la Bonino?
Parliamoci chiaro: i vertici possono decidere di sostenerla solo perche' non trovano nessuno disposto a candidarsi nel Lazio e quindi pensano che se si perde, perde la Bonino e non loro. Cosi' dimostrano una clamorosa cecita' e una totale inconsistenza politica e strategica'". (red) 070910 GEN 10 NNNN