martedì 22 dicembre 2009

Web e reati, no a nuove leggi. Verso un codice di autoregolamentazione

ROMA - Non si faranno nuove leggi contro chi istiga alla violenza o commette reati gravi su internet. Saranno invece i fornitori di servizi a dotarsi di un codice di autoregolamentazione per arginare minacce e insulti sul web. E' il risultato dell'incontro al Viminale tra il ministro dell'Interno Maroni e i rappresentanti dei social network, incontro cui ha preso parte anche il responsabile delle politiche europee di Facebook, Richard Allan.

"Ci siamo impegnati ad elaborare delle proposte e a costituire un tavolo con tutti i soggetti che sono intervenuti", ha spiegato Maroni al termine del vertice. "Abbiamo avuto un incontro molto produttivo con il ministro", ha detto Allan a Repubblica. it. "Valutiamo
positivamente gli sforzi di industria e governo per lavorare insieme". Il tavolo sarà riconvocato a metà gennaio per discutere delle idee nel frattempo elaborate.

L'incontro, a cui sono stati invitati anche rappresentanti delle società che forniscono connettività e servizi internet e i rappresentanti delle associazioni di categoria, si era reso necessario dopo l'aggressione al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi lo scorso 13 dicembre. Alcuni esponenti della maggioranza di governo avevano individuato in internet la causa del clima di violenza che avrebbe portato all'attacco. Il presidente del Senato Renato Schifani aveva paragonato i social network, in particolare Facebook, ai gruppi extraparlamentari degli anni Settanta e lo stesso Maroni aveva ipotizzato l'introduzione di filtri per limitare l'accesso a contenuti controversi. Parole che avevano immediatamente scatenato la reazione di blogger e associazioni per le libertà in rete.

La materia, ha ammesso Maroni, è molto delicata perché va a incidere sulla libertà di espressione dei cittadini. "La strada da seguire è quella di cercare un accordo tra tutti, evitando interventi d'autorità ma ottenendo ugualmente il risultato".

Il ministro auspica un'intesa in tempi rapidi e gli operatori, ha confermato il segretario generale dell'Associazione italiana internet provider, Dario Denni, si riuniranno subito dopo le feste per lavorare al codice. "Sarebbe il primo caso al mondo", ha detto Maroni, "di autoregolamentazione su un terreno così delicato, che vede da una parte la garanzia di libertà di espressione del pensiero e dall'altra la necessità di rimuovere contenuti che integrano gravi reati".


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venerdì 18 dicembre 2009

Si inaugura a Scandicci

Scandicci : Elettrolux diventa Italia Solare Industrie

Dopo un lavoro cominciato nell'Ottobre del 2007 , con il rischio della
chiusura e del licenziamento per 500 persone dello stabilimenti
Elettrolux di Scandicci.Oggi nasce un impianto per la produzione di
pannelli solari. Un polo della Green Economy dove In 370 si tolgono la
tuta e indossano il camice.L'azienda , le parti sociali , le
Istituzioni locali e il governo hanno lavorato duro e in modo
creativo. Reti ha lavorato con tutti pert costruire una politica
attraverso la comunicazione e il Networking , fino alla ricerca di un
idea nuova di investimento. In piena crisi è un miracolo
significativi.Molto più che comunicazione , molto più che
lobbying ..chiamatelo come volete :è una grandissima soddisfazione

martedì 15 dicembre 2009

INTERNET: GOZI (PD) "NO, ALL'OSCURAMENTO DEI SITI, MARONI SBAGLIA"


INTERNET: GOZI (PD) “NO, ALL’OSCURAMENTO DEI SITI, MARONI SBAGLIA”
“Inaccettabile e antidemocratica la proposta del ministro Maroni di procedere all’oscuramento dei siti internet che diffondono messaggi di istigazione a delinquere”: questa la replica dell’onorevole del Pd Sandro Gozi.
“Ritengo – spiega Gozi - che i tentativi della maggioranza di controllare e di dare una normativa dura ed inflessibile alla rete siano ingiustificati e dannosi per le potenzialità del web e per la società più in generale: si tratta di tentativi mirati esclusivamente a mantenere lo status quo delle cose e, elemento ancora più grave, ad imbavagliare la libertà di manifestazione del pensiero sancita dalla nostra Costituzione”.
“Il confronto democratico, proprio in quanto tale, deve prevedere un utilizzo libero della rete e svincolato da ogni forma di controllo esasperato: ogni affermazione che circola sulla rete - continua il deputato del Pd -  può essere condannabile o non condivisibile ma non per questo deve essere censurata, semmai si dovrebbe fare leva sulle responsabilità personali”.