lunedì 26 ottobre 2009

Adesso tocca a bersani

La premessa è buona : farò a modo mio. L'ambiente è avvelenato : Marrazzo
I nodi sono tantissimi blocco sociale : Bersani è preparato, ma temo secondo il vecchio programma di studi su cui si è formato tutto l'establishment (riforme sociali si\no;leggi elettorali;prudente evoluzione socialdemocratico.
Alleanze : Bersani è pragmatico, spero fino in fondo; tuttavia senza la presenza di una forza riformista con le idee chiare nessuno schieramento sarà credibile
Contenuti : libertà laicità , diritti della persona , nella tradizione marxista sono sovrastruttura dunque negoziabili e secondari, per le forze innovative sono la chiave di un nuovo sviluppo dunque sono cenrali . Evolverà il nuovo leader ?
Questione morale : bisognerebbe liberarsene. Il buon politico è colui che fa una buona politica, deve anche essere un buon cittadino e rispettare come tutti la legge . La vita privata è privata. Le responsabilità civili e penali vanno perseguite se ci sono. La giustizia va radicalmente roformata anche riduecendo i privilegi delle magistratura.
Candidati alle regionali : formule e idee che possano competere e anche dare l'avvio ad un modo nuovo di concpeire

lunedì 19 ottobre 2009

Chris Anderson May 5

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Capri Festival del Trendwatchingsu Galassia Reti

Capri Festival del Trendwatching — su Galassia Reti

Capri Festival del Trendwatching

In una Capri bellissima anche se un pò piovosa, ho seguito gran parte del Festival di Trendwatching organizzato dalla Fondazione Capri

La guru delle tendenze Li Edelkoort ha sconcertato quacuno affermando che “il nuovo rosa è il giallo” : che fine faranno i golfini rosa e quelli viola ?

Lo scrittore di fantascienza Bruce Sterling ha aperto la porta sulla realtà aumentata ,il web al quadrato, l’internet delle cose . Dallo stilista avantgarde Walter Van Beirendonck è arrivato un segnale di sfida alle “ideologie della moda” con il video della sua ultima collezione : modelli maschi , barbuti, nerboruti e taglia xxxl con tutine rosa . Poi l’imprenditore etico Marco Roveda, l’architetto impegnato sul fronte della sostenibilità Mario Cucinella , il fotografo e regista Francesco Jodice affabulatore visivo e sociale , per arrivare all’antropologo dello streetstyle Ted Polhemus che ha saltato lungo 70.000 anni, per parlare di moda , non moda e stili, con il faro dell’ottimismo. Infine Chris Anderson , l’inventore di Wired che ha spiegato il modello della Freenomics , al centro del suo ultimo successo “Gratis” con il gioco Club Penguin della Disney , che 60.000.000 di utenti (bimbi) statunitensi scaricano gratis , ma , “magicamente” ha un fatturato strepitoso. Come ?

Complimenti alla Fondazione Capri, che merita di varcare i confini dei Faraglioni presto assai e sopratutto orgogliosi complimenti alla curatrice Elena Marinoni , a Pat , Alessia , a quante/i hanno collaborato al successo anche attraverso una dettagliata cronaca twitter e delle belle foto ..e Grazie per l’invito, molto formativo.

martedì 13 ottobre 2009

OMOFOBIA: 'FINIANI' VOTANO CON PD-IDV CONTRO PREGIUDIZIALE

OMOFOBIA: 'FINIANI' VOTANO CON PD-IDV CONTRO PREGIUDIZIALE
(ANSA) - ROMA, 13 OTT - Un gruppo di deputati 'finiani' del Pdl hanno votato con Pd e Italia dei Valori contro la pregiudiziale di costituzionalita' presentata dall'Udc al 'testo Concia' sull'omofobia e approvata dall'Aula. Si tratta di Italo Bocchino, Carmelo Briguglio, Adolfo Urso, Flavia Perina e Benedetto Della Vedova. Hanno votato 'no' con loro anche Peppino Calderisi, Chiara Moroni, Mario Pepe e Roberto Tortoli.(

Italia omofoba e rivolta al passato

GAY: CONCIA (PD), MI VERGOGNO DI FAR PARTE DI QUESTO PARLAMENTO =
SIAMO UN PAESE DI POVERACCI, PD IN MALAFEDE

Roma, 13 ott. (Adnkronos) - "Mi vergogno di far parte di questo Parlamento". Paola Concia, relatrice della legge sull'omofobia sulla quale la Camera ha approvato le pregiudiziali di costituzionalita', dopo il voto dell'aula e' un fiume in piena: "Ricorrero' alla Corte di giustizia europea", dice la parlamentare del Pd distribuento equamente le critiche tra il Pdl e il suo stesso gruppo parlamentare.

"E' un Parlamento fatto di gente che non studia, ma questo gli italiani lo sanno. Hanno votato tutti contro un provvedimento piccolo contro chi commette violenza su un transessuale o un omosessuale.
Siamo un Paese di poveracci, in cui non si possono fare cose di civilta', bisogna che ci sia la guerra civile. L'avevo detto gia' ieri: chiedo a tutti un momento di pace, facciamo una cosa piccola ma di civilta', che puo' andare verso il futuro".

La Concia ce l'ha con il Pdl ("io non faccio propaganda come Bocchino, che ha votato pensando a quello che aveva detto la Carfagna"), ma soprattutto con il Pd: "Il mio gruppo ha votato incautamente. Era meglio il rinvio in commissione. Io sto qui da un anno e l'ho capito prima di loro come funzionano le cose. Ma lo sapevano, la verita' e' che se ne volevano liberare tutti di questa legge. Erano tutti in cattiva fede, lo sapevano tutti che finiva cosi'. Questa era una legge nostra, in altre occasioni per le nostre leggi abbiamo fatto cose inenarrabili, abbiamo fatto opposizione, ostruzione. Questa legge, invece, la buttiamo via cosi'. Hanno fatto morire la legge perche' tanto i froci sono quelli da buttare al macero in 30 secondi".

Petrolio : Un libro presentato a Reti

Il libro di Massimo Nicolazzi , "Il prezzo del petrolio" , è stato presentato ieri a Roma da Reti
Il libro è una gradevole (davvero) storia argomentata del petrolio e delle leggi che presiedono alla determinazione del prezzo , nonchè una rassegna dei problemi e dei miti che si sono costruiti attorno all'oro nero, di tipo economico , finanziario e securitario. nel corso del dibattito sono intervenuti Diego Gavagnin del Quotidiano dell'energia , Chicco Testa, Vittorio D'Ermo e Lucio Caracciolo direttore di Limes e naturalmente l'autore.
E' stata un discussione interessantissima e del tutto contraria allle banalità correnti , su questo protagonista unico ma quasi "scomparso" dai dibattiti sull'energia che è il petrolio. Il cui uso e diffusione restano da 150 anni la chiave della nostra economia e finora l'unica energia portatile e accessibile per una esigenza crescente del mondo : la mobilità.
Alla fine , al di là di tutti i tentativi di superare o regolare le conseguenze di questa unicità e importanza , l'unico regolatore e moderatore che valga e funzioni per questa risorsa ed il suo uso è stato e sarà il mercato. Con tutte le conseguenze , anche difficili , di cui pure si deve tener conto e nella necessità di coltivare anche fonti diverse , ma per ora non totalmente alternative . Presente anche il viceministro Vegas .

Media il futuro della TV e il bimbo di Emanuele


Durante un viaggio in treno Emanuele mi racconta che per far addormentare il suo irrequieto bimbo, l'unico modo è mettersi al computer e fargli vedere tutte le volte che vuole filmati su you tube delle opere di Walt Disney (provo ad azzeccare : la Carica dei 101 e e Cenerentola ?) Accanto a questi i pargolo apprezza molto la rassegna dalle infinite teche Rai delle canzoncine dello Zecchino d'oro..Il bimbo sorride e si addormenta, e se si risveglia chiede col ditino sul mouse di riedere qualcosa.
Non è solo una scenetta divertente, è un paradigma del futuro della TV. E' un'altra prova dell'onda che sta cambiando la vita di tutti grazie alle tecnologie sociali E' l'utilizzatore iniziale che fa il formato, e lo adatta al medium che crede non i dibattiti tra creativi e gli esperti di medianomics.Emanuele e la sua famiglia non sono geeks della rete, entusiasti tecnologici. , sono scout, tra l'altro, e dunque prediligono la socializzazione diretta ai social network virtuali, appena possibile hanno portato il loro bimbo per il mondo grazie alla lunga coda dei voli low-cost. ma hanno a disposizione i mezzi per angticpare una piccola rivoluzione. Un quadro sia pure parziale di famiglia che ci riporta al tema dei cambiamenti sociali e di business che la rete ha prodotto.
La disponibilità di contenuti a costi decrescenti, ci trasforma in produttori (a costo zero) sceneggiatori ( a costo zero) e distributori (a costo zero) e insieme al bimbo in utenti...Se guardiamo il quadro di tante altre famiglie , qualche milione lo troviamo disposto fino a 30 anni con le spalle al televisore più spesso che al computer e oltre i 30 davanti ad una tv sempre più largamente a pagamento; oppure davanti ad uno schero che include internet tv a disegnarsi un palinsesto personale assai piàù vasto del gà rivoluzonario "zapping". Rispetto a questo : che Barbarossa non piaccia alle popolazioni del Nord, oppure che la d'Addario vada ad Annozero, o da Bruno Vespa, che il PD abbia strappato una direzione per Bianca Berlinguer ....a a chi gliene frega niente ?

mercoledì 7 ottobre 2009

venerdì 2 ottobre 2009

Quel dialogo necessario con i ragazzi di Ezra

Quel dialogo necessario con i ragazzi di Ezra

venerdì, ottobre 2, 2009

(di Marco Rossi-Doria da la Repubblica Napoli)

Marco Rossi-Doria

Marco Rossi-Doria

Mentre i cortei si muovono tra le grida che evocano il ricordo delle Quattro Giornate, Erri De Luca chiama all´antifascismo militante anni ‘70, i responsabili di CasaPound si proclamano oscuramente fascisti della terza generazione e il Comune intende far disoccupare con la forza gli spazi da loro occupati intitolati al grande Ezra Pound.
Mentre accade tutto ciò può capitare di pensare alle case del grande poeta americano, quelle vere, dove egli visse. E che forse potrebbero suggerirci qualcosa.
Sì, le case. Quella dove nacque in mezzo agli spazi vuoti e sotto il cielo largo dell´Idaho, quelle dove approdò, ancora ragazzo, nelle grandi città, dove poteva condurre la vita sregolata che desiderava, lontano dalla sua bigotta provincia. E dove accumulava i libri dei poeti antichi e medioevali o iniziava l´amicizia con T. S. Eliot o pranzava con William Carlos Williams o amoreggiava con Hilda Doolittle grande poetessa e donna apertamente bisessuale. Quelle inglesi o parigine dove studiava il teatro Nò giapponese con Yeats, imparava la box da Hemingway o da cui scendeva per presentare James Joyce alla sua futura editrice. O quelle italiane degli anni Trenta dove scriveva versi di innovativa potenza, studiava le musiche rinascimentali e giocava a tennis. Ma dove iniziarono i segni di un lucido e terribile delirio. Infatti prese una vera fissazione contro le banche in quanto tali. Sposò le teorie sulla superiorità della razza ariana denigrando i neri d´America come inferiori mentre, al contempo, esaltava Thomas Jefferson come possibile ispiratore di Mussolini, dimenticando gli scritti sulla democrazia del fondatore degli Stati Uniti o il fatto che avesse vissuto e fatto molti figli con una donna nera dopo la morte di sua moglie. Poi vennero le case del tempo di guerra. Dove Pound continuò a difendere il regime anche durante la repubblica di Salò, facendosi portavoce del nazi-fascismo alla radio con parole incancellabili: «Se mai vi è stata nazione che ha prodotto efficiente democrazia, questa è stata la Germania. Eliminate Roosevelt e i suoi ebrei o gli ebrei e il loro Roosevelt». E la casa della prigionia – che casa non era ma una gabbia all´aperto e poi una tenda – dove fu rinchiuso nel campo americano di Pisa, accusato di alto tradimento. O la prigione dove soggiornò durante il processo e dove si salvò dalla pena capitale solo perché quasi tutta l´avanguardia artistica del Novecento che aveva avversato il nazi-fascismo si mobilitò generosamente per lui e perché, grazie alle garanzie liberali, i più grandi psichiatri d´America ne riconobbero la effettiva infermità mentale. Primo Levi un quarto di secolo dopo il processo scrisse: «Forse il tribunale americano che giudicò Pound mentalmente infermo aveva ragione: scrittore d´istinto, doveva essere un pessimo ragionatore e lo confermano il suo comportamento politico ed il suo odio maniacale per i banchieri. Ora, chi non sa ragionare deve essere curato, e nei limiti del possibile rispettato, anche se, come Ezra Pound, si induce a fare propaganda nazista contro il proprio paese in guerra contro la Germania di Hitler». O l´altra casa di Pound che casa non era – ma stanza di ospedale psichiatrico – dove, nonostante tutto, continuava a incontrare i capi segregazionisti e a proclamare un testardo razzismo: «È una missione quella di lavar via dalla razza anglo-sassone gli elementi che la infangano, i negracci e gli ebreacci». O l´ultima casa, a Venezia, dove un giorno del 1967 andò a trovarlo il poeta Allen Ginsberg. Lì salutandosi sull´uscio della porta – in risposta al «grazie per le sue poesie» del poeta della beat generation, ebreo fiero di esserlo – Ezra Pound timidamente disse con un fil di voce: «Il mio più grave errore è stato il mio stupido pregiudizio antisemita da sobborgo, una roba che ha rovinato tutto».
Che dire allora di e su CasaPound? Sono figlio di un antifascista condannato a venti anni dal tribunale speciale. Da ragazzo facevo antifascismo militante per le strade di questa città ma leggevo con ammirazione i Cantos di Ezra Pound. E forse iniziavo a capire che si è chiamati a vivere in un mondo complicato, che ereditiamo da un secolo che è finito ma sul cui senso ci si deve interrogare ancora e con lo spirito del ventunesimo secolo che ha evocato Obama pochi giorni fa alle Nazioni Unite. E che si fonda sulla necessità imperativa di superare la paura dell´altro e di andare oltre gli steccati e parlare del merito delle cose. No, io non manderei la polizia a sgombrare CasaPound e tantomeno ci andrei io con i miei compagni. Ci andrei sì. Ma per parlare. E domanderei: quale delle case di Ezra Pound vi ispirerà in questo luogo? Quella dei poeti di ogni cultura e inclinazione sessuale? Quella dei proclami di odio? Quella della riflessione sugli errori? Perché – come ha scritto Paola Concia, donna di sinistra che lotta per la causa di ogni diversità e che si reca in questi giorni a CasaPound di Roma – la paura del diverso si annida in ogni cultura, a destra e a sinistra. E noi lo sappiamo nelle vicende quotidiane di razzismo e di omofobia che ci stanno opprimendo. E non basta il proclama antifascista: un nostro quartiere che è insorto contro i carri armati nazisti durante le Quattro Giornate, che sempre è restato fedele all´antifascismo, ha anche cacciato vecchi e bambini rom a suon di molotov. Sì, io andrei innanzitutto a parlare. Perché la città è satura di aggressività; c´è un bisogno immenso di parole scambiate, anche se sono difficili».

Ho ancora la forza

giovedì 1 ottobre 2009

Congresso PD : Kamchatcka e un Continente a scelta

PRIMARIE PD, RANDAZZO: SCELTA BERSANI IN OCEANIA E' SEGNALE CHIARO (1)
(9Colonne) Roma, 1 ott - La mozione Bersani risulta nettamente in testa a conclusione dei congressi di Circolo del Pd nella ripartizione Africa-Asia-Oceania-Antartide della circoscrizione elettorale estero. Per la convenzione di ripartizione, tenutasi a Sydney domenica 27 settembre, sono stati eletti 11 delegati, della lista Bersani con il 53% dei voti degli iscritti dei 7 Circoli Pd nel collegio intercontinentale (uno in Tunisia, due nel New South Wales, due nel Western Australia, uno nel Victoria ed uno nel South Australia), a fronte dei 9 delegati col 47% per la Mozione Franceschini.
"E' un segnale sufficientemente chiaro di scelta da parte degli aderenti al Partito Democratico nella divisione geograficamente più estesa, ma la più piccola in termini numerici di elettori, della circoscrizione Estero, i quali esprimono la preoccupata consapevolezza della necessità di rompere con una leadership collezionatrice di sconfitte e fallimenti fino all'orlo dello sfascio della formazione d'opposizione parlamentare al regime Berlusconi con quei disastrosi 35 per cento alle politiche dell'anno scorso e 25 per cento alle europee di quest'anno", ha dichiarato il senatore Nino Randazzo, eletto nella ripartizione, prima con l'Unione di Prodi e poi con il Pd di Veltroni, e sostenitore della mozione Bersani.
"Come unico sopravvissuto d'oltremare della mia parte politica nell'aula del Senato, mentre per insipienza gestionale della campagna elettorale all'estero nel 2008 sono stati regalati al centrodestra i due senatori delle Americhe che avevamo nella quindicesima legislatura - ha proseguito il sen. Randazzo - credo di avere il pieno diritto di reclamare e contribuire ad una svolta di strategia, programma e struttura del partito, incluse una revisione dell'astruso regolamento del Pd all'estero e maggiore sensibilità e rispetto per le realtà italiane fuori d'Italia di quanto non se ne abbia oggi". "Mi ritengo soddisfatto dell'inclusione nella Mozione Bersani di uno specifico e dettagliato riferimento alle politiche per gli italiani all'estero così duramente demolite dall'attuale governo (cosa che Franceschini si è ben guardato dal fare): indicazione di serietà e lungimiranza anche in questo settore, che non potranno non riflettersi nei risultati delle primarie il 25 ottobre", ha concluso il parlamentare. Intanto si sono costituiti in Australia 18 "Comitati per Bersani Segretario (7 a Sydney, 5 a Melbourne, 5 a Perth, uno ad Adelaide). Un altro è stato formato a Tunisi.