domenica 1 marzo 2009

Da Lobbista appoggio la linea di Obama : unità, chiarezza,determinazione, partecipazione.


Ci sono naturalmente incertezze sull'esito delle misure anticrisi adottate di Barak Obama,ma non sul fatto che sia un presidente determinato e trasparente negli obbiettivi e propositi. E' un bene per chiunque (lobbisti , associazioni, interessi , aziende) voglia rappresentare gli interessi in modo nuovo ed efficace .E può essere utile anche per l'Italia, a patto di capirci . La nuova amministrazione statunitense ha idee chiare e programmi precisi: si debbono indirizzare risorse attraverso lo stimolo fiscale verso settori produttivi ,con condizioni definite, si deve evitare il crack delle banche , ma anche favorire comportamenti virtuosi. Il nuovo presidente ha un consenso senza precedenti e lo usa nell'implementare il piano di stimolo dell'economia. Propone le misure al Congresso , poi fa lobbying presso i legislatori per farselo votare . Obama ne ha discusso apertamente con le lobbies dell'auto,delle assicurazioni, delle banche etc. poi ha deciso di destinare fondi cospicui ad alcuni di questi....ad altri no. Aver raccolto soldi anche da alcune di queste lobbies non gli impedisce di decidere. Un dialogo trasparente con gli interessi privati, e una politica forte , decisioni responeabili . Così il Leader Statunitense dichiara di combattere le lobbies che ostacolano il piano ,cioè il lobbismo trasversale nascosto che poi nel Congresso cerca di far abortire la decisione pubblica , di inibirne l'efficacia con emendamenti e trucchetti più o meno trasversali.
E in Italia ?
In Italia mancano le premesse : una leadership che coinvolga maggioranza e opposizione, la chiarezza di un percorso al di là della supponenza e del pregiudizo.... Manca l'appello alla unità nazionale , che viene prima delle distinzioni sulle misure , non a caso le resistenze , i distinguo sono trasversali ...Infine manca la determinazione , la forza : la politica è debole,è considerata la radice di tutti i mali e spesso si rappresenta così : rissosa e rinunciataria . In questo modo le più diverse tesi (delle aziende, della amministrazione dello stato, delle realtà corporative) si fanno largo all'interno delle realtà dei partiti dove si dissimulano in assenza di linee chiare, e di contatto con la realtà ...L'attività di lobbying non è riconosciuta e così si nasconde , si cela nei partiti, aggravando l'incertezza è svolta da sogetti impropri (si facai un elenco di chi ha accesso fisso alla camera a diverso titolo e si vedrà che i lobbisti ufficiali sono una minoranza esilissima....ma ex parlamentari, giornalisti ed altro strabordano. Siamo paralizzati più dalla debolezza e separazione della politica che dalla sua corruzione. L'agenda politica è stabilita da chi riesce ad affermarla con colpi di comunicazione , in continue guerre postideologiche e non dalla crisi. I Media vanno dietro al format. Gli interessi in conflitto non emergono , ma si aggiustano e l'unica via di chiarimento sembra essere extrapolitica (in generale giudiziaria) ed inutile . E non c'è governo, o schieramento che non subisca per questa impotenza che crea una sottomissione oggettiva.Se l'agenda venisse apertamente discussa e condivisa in un dialogo sociale e con gli interessi non paralizzante e continuo; se si facesse appello ad un clima di unità del paese per poi decidere.....A queste condizioni combattere le lobbies che in Italia sono soprattutto corporazioni conservatrici, salotti buoni ed istituzioni decotte , sarebbe un fantastico stimolo ad un profondo rinnovamento e tutti gli interessi vitali, dinamici,se ne avvantaggerebbero; la classe creativa di questo paese potrebbe emergere, insomma vincerebbe il paese reale. E anche il lavoro di chi deve rappresentare al meglio e in trasparenza tutto ciò ne trarrebbe vantaggio.

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