mercoledì 7 gennaio 2009

Appello per Hossein, blogger iraniano in carcere

Rilancio questo testo di Antonello Sacchetti

La notizia è rimbalzata nella rete a ridosso del Capodanno: Hossein Derakhshan, il “padre” dei blogger iraniani, è in carcere a Teheran. Il 30 dicembre 2008 il portavoce del tribunale Alireza Jamshi ha detto: “Il suo caso è allo stato delle indagini preliminari presso una Corte rivoluzionaria e lui è al momento detenuto in un carcere di Teheran”. Le Corti rivoluzionarie, lo ricordiamo, si occupano di casi riguardanti la sicurezza nazionale. Il suo crimine sarebbe “aver oltraggiato alcune figure chiave dell’Islam sciita”. Non ci sono conferme circa la voce – diffusasi nelle ultime settimane – che Derakshan sia accusato di spionaggio in favore di Israele.

Derakshan, classe 1975, è nato a Teheran dove ha iniziato la carriera giornalistica. Nel 2000 si è trasferito a Toronto e gode ora della doppia cittadinanza iraniano-canadese. È diventato famoso per aver diffuso istruzioni su come creare un proprio blog. Per questo si è chiamato “Blogfather”, cioè “padrino” dei blogger. Grazie al passaporto canadese nel 2006 si è recato in Israele per un reportage. Era rientrato in Iran a ottobre dopo un lungo periodo. Il suo arresto è probabilmente avvenuto pochi giorni dopo l’arrivo a Teheran. L’ultimo aggiornamento del suo sito (www.hoder.com/weblog) risale al 6 ottobre 2008.

In Internet ci sono attualmente oltre 70.000 blog (o weblog, da web, rete, e log, parola) in farsi. I blog scritti da iraniani sono molti di più di quelli tenuti da russi, italiani, cinesi, spagnoli e tedeschi. L’iraniano è la ventottesima lingua più parlata al mondo ma contende al francese il secondo posto tra gli idiomi più utilizzati nel web. I giovani iraniani hanno scelto Internet quale terreno privilegiato di comunicazione dopo la repressione del movimento studentesco del 1999 perché è un mezzo anonimo, gratuito e leggibile in tutto il mondo.

Ci uniamo all’appello lanciato nel web affinché si faccia immediatamente chiarezza sulle ragioni che hanno portato all’arresto di Derakshan e si arrivi presto alla sua liberazione.

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