mercoledì 14 gennaio 2009

Anno Zero ha visto il blog romeomediatico


Oggi sono stato contattato da una brava collaboratrice del programma Anno Zero di RAI2, Dina Lauricella. Tema: il mio blog sul caso Romeo ed il ruolo della stampa. Un punto a suo favore perchè ha cercato notizie su internet e mi ha trovato.

Vi anticipo il colloquio, per curiosità ed anche perchè possiate verificarne il ritorno mediatico sulla prossima puntata della trasmissione. Sono certo che sarà impeccabile.
Perchè sono stato critico con la stampa?

Perchè ritengo che i media stiano dentro un format che in parte subiscono e in parte alimentano, dando solo la versione delle Procure e non della difesa, descrivendo il lavoro del Gruppo Romeo e la sua entità in modo spropositato e sbagliato (il fatturato è 161 milioni di euro, quando i concorrenti hanno numeri assai più grandi), e pur avendo un ruolo delicato con la Pubblica Amministrazione lo si descrive come Gruppo più potente d'Italia e non è così. Quindi un processo di fatto, già concluso.
Ho poi anche detto che la presa di posizione dei dipendenti è stata censurata e lo confermo perchè pubblicata in modo marginale, solo da qualche cronaca locale. Di fronte ad uno tsunami di titoloni!

Alla mia domanda se Anno Zero ne abbia parlato, se abbia dato notizia di questa lettera dei dipendenti, la giornalista ha risposto che era stato molto complicato contattare l'azienda.
L'autocritica: uno dei compiti non riusciti del Consulente di comunicazione era proprio quello di far comunicare di più il Gruppo. Romeo ha sempre difeso un atteggiamento comunicativo di low profile, considerando il suo ruolo solo tecnico.

Comunque quella lettera dei dipendenti c'è e possono darne notizia. Vedremo.
Quanto al nostro lavoro fatto con Romeo: abbiamo svolto monitoraggio quotidiano sulle attività parlamentari, come facciamo per altre 70 aziende, consulenza politica generale (stabilità e orientamenti dei governi etc) che a Romeo interessava moltissimo e aveva una vera passione e poi anche indicazioni sulle orientamenti del governo o dei decision makers verso servizi di esternalizzazione, o outsourcing.
Infine attività, poche ahimè, di comunicazione. (Non ha partecipato molto a tutti gli appuntamenti propri di Reti, dando sempre l'impressione di essere persona che ragiona solo su fatti tecnici).
Noi facciamo da 9 anni attività di lobbying, cioè di comunicazione tra interessi e decisori pubblici come in tutta Europa e nel mondo si fa in modo ordinato e trasparente.
L'attività più recente è stata la comunicazione dell'inaugurazione dell'Romeo Hotel. Ho insistito personalmente perché, nonostante le voci di indagini, quell'investimento doveva essere presentato.

La giornalista ha sottolineato che trovava strano che ci fosse Claudio Velardi, socio fondatore di Reti, e che la cerimonia fosse curata da Reti lo trovava al limite del conflitto d'interesse. Non vedo perchè:

a) Velardi è fuori dalla governance di Reti da quando è assessore; b) abbiamo ritenuto opportuno di non operare in quanto attività di relazioni istituzionali e lobbying , cioè di rapporto con qualsiasi decisore pubblico, non assumiamo e non abbiamo commesse che mettano in rapporto privati con le Amministrazioni Pubbliche a Napoli e in Campania .

Ma di certo non abbiamo fatto pulizia etnica o geografica di clienti, di cui curiamo la comunicazione con la stampa, gli eventi e così via in tutta Italia.

Sempre che non ci siano di mezzo le Amministrazioni Pubbliche della Campania e si tratti solo di rapporti tra privati, come è stato per l'inaugurazione dell'hotel. Sarebbe anzi conflitto di interessi civilmente perseguibile dall'azienda se escludessi senza validi motivi e autorizzazioni un rapporto tra privati (ripeto, senza relazioni con le Amministrazioni Pubbliche ) solo per favorire un socio che ha deciso di fare un altro mestiere.


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