mercoledì 31 dicembre 2008

sistema giulietta



La lobby al tempo di Romeo e Il sistema Giulietta
Il sistema Romeo : secondo i giudici si tratta di una associazione criminale rivolta a condizionare la politica su scala nazionale ; un "network" , ha scritto un giornale in cui c’erano politici tecnici e funzionari, cui veniva promessa carriera,vantaggi. Il reato contestato è aver predisposto i termini di una gara mai realizzata a napoli e poi aver commesso una serie ci altre possibili illegalità analoghe.
Secondo quel che è noto finora dalla difesa degli imputati : il network c'era ,ma era un sistema di relazioni (alcune utili altre meno) richiesto e ben visto dalle autorità , necessario per garantire il funzionamento e la ideazione di servizi che sul proprio patrimonio immobiliare quasi nessun comune o ente era capace di gestire in proprio.
Quale che sia l’esito delle indagini ed il lavoro dei giudici il processo mediatico è già concluso, poiché è noto le regole della stampa impongono un giudizio e senza possibilità di ricorsi o ulteriori istanze dal taglio e la posizione degli articoli e dei titoli dei primi giorni. Archiviazioni , assoluzioni e prescrizioni : non ci sono nel circuito mediatico , né corti d’appello né cassazioni.Ci sono le smentite di legge. Tanto meno valgono nel tempo di internet : dove i bit si allineano in database eterni. Nè su Google dove la ricorsività dei clic , dei ranking automatici fa si che in poco tempo si possono avere per una turbativa d’asta più clic di Totò Riina. Per questo Giulio Andreotti resta per molti, giovani e non, intellettuali e tassisti, il capo della mafia o quello che ha baciato Riina. Intendiamoci la stampa non ha fatto indagini , sulla base delle intercettazioni e dei comunicati della Procura : ha emesso un verdetto A prescindere. Direbbe Totò.
Il network integrato dei Santoro, Grillo e i Travaglio, conosce il meccanismo perfettamente Blog,Spettacoli satirici, vendita di Videocassette ed instant book, processi in diretta, indagini a sensazione , inseguimenti di qualche parlamentare.., rilanci su You tube . La stampa confindustriale "deplora" il benchmark di Romeo rispetto ai rispettabili concorrenti : “troppi profitti”, condanna aggiuntiva per eccesso di profitto in gestione di impresa ! --Segue

venerdì 26 dicembre 2008

Rinnovo Carta di Identità in Spagna . Ah Ah Ah !


Pochi giorni fa in vista del viaggio di natale a Valencia, Carmen ha deciso di rinnovare
la sua carta di Identità (rubata qualche anno fa)
Ha preso appuntamento per oggi 26 diecmbre alle 9 e 15.
Andiamo con una foto e un documento passaporto e la denuncia dello smarrimento...Sala d'attesa, con sedie e tutto.
Ci fanno entrare nella sala operativa .. 5 minuti prima...Un centinaio di impiegati al PC.
Carmen fa vedere i documenti al giovane impiegato : due schermi uno rivolto all'utente per controllare
Uno scannerino (tutto Dell poco costoso), un rilevatore di impronte digitali (indice destro e sinistro)
15 minuti in tutto et voilà ecco stampata la Carta di Identità elettronica ! DNI (documento di identità nazionale : vale per tutti codice fiscale, previdenza e assistenza lo stesso numero )
Con un lettore da casa ...o dalle postazioni che sono ovunque
Puoi fare la denuncia dei redditi, certificazioni, partecipare ai concorsi pubblici, avere accesso ai tuoi dati previdenziali..tutto funziona da due anni !!!
Sera posible !
Come dicono gli spagnoli...

mercoledì 24 dicembre 2008

Suggestioni e racconti al futuro



Intervento di Monica Fabris




seguite Venice Sessions qui

Auguri a tutti

A tutti i curiosi, a tutte le persone con cui converso davanti a tutti , alle amiche e agli amici ai contatti occasionali, di questo mondo reale
Il 2009 sarà anche duro , ma comunque sarà vostro. In tutti i campi , sarà l'anno della riscossa su tutto ciò che limita la parola e la forza delle relazioni delle conversazioni tra le persone...Oggi la sommatoria tra quello che le tecnologie e la creatività degli individui ha reso possibile e ciò che la crisi rende necessario può alimentare un coraggio propositivo e collaborativo : senza nemici , solo persone con cui si può se si vuole condividere e collabrorare, affermare nuove idee e nuove imprese. Basta con la richiesta piagnucolante verso istituzioni,imprese, "sistemi" rassicuranti .. di risolvere i nostri problemi . Risolviamoli in rapporto tra noi, entriamo in campo tutti e creiamo un nuovo campo di energia positiva, di fatti nuovi a partire da ciò che siamo e da ciò che vogliamo. Tutto il potere alla classe creativa.
Viva voi
Massimo


Adessio chi paga per il danno di immagine ?

D'Alfonso libero, revocati i domiciliari all'ex sindaco di Pescara


L'ex sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso, torna libero. Lo anticipa oggi, dedicandogli l'apertura del giornale, il quotidiano "la Repubblica". Dopo dieci giorni trascorsi agli arresti domiciliari, con l'accusa di avere incassato tangenti, il giudice per le indagini preliminari Luca De Ninis, notificherà a D'Alfonso la revoca della misura cautelare.

Repubblica annuncia che il giudice per le indagini preliminari ha firmato l'ordine di scarcerazione, che non è stato ancora depositato, per il sindaco di Pescara e segretario del Pd abruzzese Luciano D'Alfonso, ritenendo che le accuse che gli vengono imputate non riguardano
episodi di corruzione ma di finanziamento illecito. Il quotidiano critica il modo in cui è stata gestita l'inchiesta "Sette giorni e il giudice si smentisce, così scompare la banda dei corrotti", "la capriola del gip è spettacolare. Perché non è la semplice ammissione di un errore. Se possibile, è qualcosa di più e di peggio".

A questo articolo si accompagna anche il duro commento di Giuseppe D'Avanzo dal titolo "Tra pm avventurosi e cattivi legislatori". Il quotidiano riferisce inoltre che, nell'inchiesta sugli appalti a Napoli, l'imprenditore Alfredo Romeo è stato intrerogato per cinque ore dai magistrati, respingendo tutte le accuse e che è stata ascoltata in procura anche il sindaco Rosa Russo Iervolino che si è detta "delusa" dai suoi assessori.

Teorema Romeo o sistema Romeo



Sul caso Romeo, sistema o teorema , e su tutto quello che sta avvenendo sulla stampa a proposito delle indagini di questi giorni, ho aperto un nuovo blog.Un sistema illegale o un teorema che rende illegale ogni interazione tra pubblico e privato, che condanna appalti e servizi solo sulla base di un procedimento deduttivo : politica = casta; Imprenditori = interssi ileciti ; rapporti tra pubblico e privato = associazione per fini illeciti. Aggravanti : meridionali, e di centrosinistra = Compagni S.p.A e collusi con il crimine organizzato.
Penso che qualche riflessione sia utile. Fuori dai percorsi giudiziari ,che vanno rispettati , c'è il processo dei media : che si è già concluso sulle attività del gruppo, sulla persona,sul sistema politico territoriale e nazionale...gli articoli restano , offline e soprattutti online
Il fatto di aver collaborato col il gruppo Romeo , aver conosciuto le persone che collaborano con l'imprenditore e lo stesso Alredo Romeo.....è un motivo in più per parlarne, ma vale per tutto ciò che si svolge come attività di networking, di lobbying, di comunicazione tra politica e istituzioni..tanto più se è fatto alla luce del sole , come metodo e volontà...Se emergono accanto ad ingenuità e confusione, anche errori ed ilegalità vanno perseguite, ma guai a tornare alla incomunicabilità tra istituzioni e interessi : su questo abbiamo sempre scommesso..e un giorno forse anche i media capiranno che questa attività è importante e utile per le istituzioni, se non ci sono teoremi preconcetti.

Finalmente si riparla di Lobbying ..da regolamentare !


In occasione della discussione sul caso Romeo Ne parlano su Panorama : Velardi,Zanetto,Gasparri, e anche il presidente dell'Ance, Buzzetti che fa lobbying a favore dei costruttori e contro gli appalti di Global Service. E penso che sia legittimo. Non sono mai stato dell'idea che la regolamentazione della attività di Lobbying risolva tutto. Ma poichè in Italia ,ciò che non è esplicitamente previsto da una legge è illegale, o può esserlo, meglio avere una legge sulla trasparenza dei rapporti tra politica e interessi , che rischiare che un attività legittima di lobbying, di networking , magari perchè fatta in modo confuso o approssimativo, o sulla base di rapporti presunti, deisderati, o esibiti impropriamente diventi un reato
Allora abbiamo due vie : quella europea che si può agilmente copiare : un registro volontario, o quella statunitense un registro obbligatorio epiena disclosure di ogni singolo euro....IN entrambi i casi il tema è la trasparenza....In italia siamo pieni di proposte così , tutte morte in breve tempo. E' il caso di cogliere al volo questa possibilità e di fare presto.
Ma al tempo stesso la politica e il decision making devono essere resi trasparenti e comprensibili altrimenti nei numeri volati in questi giorni nessuno capirà più nulla
Ad esempio certificare i bilanci degli enti locali e renderi accessibili anche dal punto di vista della trasparenza :
Una iniziativa che la fondazione Civicum vuole estendere in tutto il paese (15 gennaio a Roma) per rendere trasperenti i bilanci dei comuni istituendo un bollino di qualità indiscutibile.

martedì 23 dicembre 2008

Parlano I dipendenti del gruppo Romeo (ADN KRONOS)

NAPOLI: A ROMEO SOLIDARIETA' DIPENDENTI GRUPPO IN UNA LETTERA APERTA ABBIAMO LAVORATO DURO E MAI PERCEPITO DI ESSERE IN CONTESTO ILLECITO Napoli, 23 dic. (Adnkronos) -
Solidarieta' ad Alfredo Romeo, l'imprenditore napoletano arrestato il 17 dicembre nell'ambito della maxi inchiesta sugli appalti legati all'attivita' della 'Global Service'' arriva dai suoi dipendenti. In una lettera aperta i lavoratori del gruppo partenopeo esprimono ''la speranza di un esito sollecito e positivo della vicenda giudiziaria in corso''. ''Ci auguriamo -si legge- che Romeo e tutte le persone coinvolte possano chiarire al piu' presto e positivamente la propria posizione. In riferimento all'onda mediatica che sta travolgendo, spesso in maniera poco chiara e chiarificatrice, anche le aziende che operano sotto il nome ''Romeo'', ci sorge spontaneo e forte il bisogno di voler raccontare quel che sappiamo e facciamo per difendere la nostra dignita' di lavoratori e per rappresentare con orgoglio il buon nome che in questi anni la aziende del Gruppo, a suon di risultati positivi, si sono conquistate''. ''Abbiamo sempre lavorato duro nel Gruppo -scrivono- non ci e' stato mai chiesto, ne' abbiamo avuto mai la sensazione di lavorare in un contesto illecito, o anche solo scarsamente professionale. Siamo nati nel 1979 ed oggi il Gruppo ha 360 addetti, con un indotto di circa 18.000 unita' lavorative ed un fatturato di 161 milioni di euro. Ha sedi a Napoli, Roma, Milano e Bari. I dipendenti sono un team composito di legali, contabili, progettisti, architetti, ingegneri, informatici e personale tecnico''. ''Che cosa facciamo? Ci occupiamo -spiegano- da 30 anni delle gestioni integrate di servizi legati alle proprieta' immobiliari delle pubbliche amministrazioni e dei privati. Ma vogliamo spiegare con esempi concreti in cosa consiste il nostro lavoro. Per il Comune di Napoli, operiamo nella gestione dell'inventario degli immobili di proprieta' comunale, nella riscossione degli affitti abitativi e commerciali, nella loro manutenzione. Il censimento degli immobili, prima dell'intervento del Gruppo Romeo, era di 1.300 unita'. Oggi ammontano a 56.000 grazie ad un capillare lavoro di emersione di tutte le proprieta'. Gli incassi del Comune sono passati da 1.5 milioni di euro della passata gestione a 44 milioni di euro l'anno. Il valore patrimoniale del Comune e' passato da circa 750 milioni di euro a 3 miliardi di euro. Il costo per l'amministrazione e' di 4 milioni di euro''.
''Lo stesso sistema - riferiscono- e' stato adottato anche a Roma: se prima della gestione del Gruppo Romeo il Campidoglio incassava 18 milioni di euro l'anno, dopo ha raggiunto i 90 milioni di euro. Il costo del servizio e' stato di 3 milioni di euro. A Milano le proporzioni costi/ricavi sono uguali a quelle di Napoli e Roma, ma su un patrimonio amministrato di 12.000 unita'. Sono queste le attivita' che facciamo quotidianamente, con passione e professionalita'. Operiamo anche nei servizi di global service (pochi sanno cosa sia) e facility management, ovvero le attivita' inerenti la manutenzione degli impianti degli immobili, pulizia ed igiene ambientale, i servizi alle persone, con l'obiettivo di garantire la massima efficienza degli uffici a costi contenuti''. ''E sapete quanto lo Stato ha risparmiato in questo modo? Secondo i dati del ministero dell'Economia, in 4 anni di gestione da parte del Gruppo Romeo -sostengono- questa parte della spesa pubblica si e' ridotta del 22 per cento.E questo ci rende orgogliosi e profondamente consci di fornire un servizio altamente specializzato e innovativo. Sul dott. Alfredo Romeo sappiamo quello che vediamo ogni giorno venendo a lavorare: un impegno diretto, quotidiano, sferzante e appassionato. Un datore di lavoro rigoroso ed esigente, al tempo stesso presente ed attivo con i suoi collaboratori e dipendenti. Abbiamo anche visto che gran parte dei profitti realizzati, anche grazie al nostro lavoro, e' stata investita in tecnologie sempre piu' all'avanguardia e negli ultimi tempi in un Hotel di lusso, in una citta' in grave difficolta' strutturale e di immagine, dove, a nostro parere, non molti imprenditori avrebbero rischiato allo stesso modo e questo ci sembra ancora un elemento di coraggio da parte sua. Oggi da tale accanimento mediatico ci sentiamo umiliati e disorientati, ma andiamo avanti con orgoglio e con la professionalita' di sempre per onorare gli impegni assunti ''.

non è questo il vero scandalo ?

LECCO

Scopre un nuovo Hiv: fra tre mesi
la ricercatrice resterà senza posto

La Foglieni, 32 anni: la mia paga? Mille euro al mese

Barbara Foglieni
Barbara Foglieni
MILANO — Nell'anno del premio Nobel al francese Luc Montagnier, scopritore del virus dell'Aids, una biologa molecolare italiana ne ha individuato una pericolosa variante: l'Hiv-1. Pericolosa perché non registrabile da alcuni dei test più frequentemente usati per sapere se l'infezione è in corso oppure no. Per esempio per valutare se il sangue donato è «pulito». Negli Stati Uniti la scoperta ha avuto il giusto risalto al meeting annuale dell'American association of Blood Banks (l'associazione americana delle banche del sangue), svoltosi nei giorni scorsi. L'Aids per il mondo è un nervo ancora scoperto e la «variante Lecco», così è stato chiamato l'Hiv-1 (frutto della ricombinazione di due ceppi diversi del virus), riaccende l'attenzione anche per quanto riguarda la sicurezza delle trasfusioni.

Quello che non è chiaro negli Stati Uniti, ma anche in Gran Bretagna dove la biologa di Lecco ha passato una settimana (a Cambridge con soldi dell'Unione europea) per sequenziare la «sua» variante, è che l'artefice della scoperta guadagna poco più di mille euro al mese (1.200 con gli straordinari) e che a fine marzo sarà disoccupata. È il «paradosso italiano» a colpire ancora. Barbara Foglieni, 32 anni, artefice della scoperta della nuova variante del virus dell'Aids, è una precaria. Tra tre mesi sarà disoccupata: il suo contratto a termine all'ospedale «Manzoni » di Lecco scade a fine marzo. «Spero me lo rinnovino», dice. Lei lavora nel laboratorio di Biologia molecolare del Dipartimento di medicina trasfusionale e di ematologia (Dmte) del «Manzoni», diretto da Daniele Prati. Ancora tre mesi di lavoro garantito. E poi? Potrebbe diventare un «cervello in fuga ».

È già corteggiata dai centri di ricerca di mezzo mondo. Dieci ore al giorno in laboratorio con una paga da badante, una passione per la ricerca scientifica e una vita di studi. L'amore per la scienza sbocciato sui banchi del liceo. «Dopo la lettura di un libro del nobel per la chimica Kary Mullis, la cui scoperta ha rivoluzionato la genetica», racconta. L'esperienza negli Usa (Clinica pediatrica di Philadelphia) e al San Raffaele di Milano. Quindi, nel 2007, Barbara torna a Lecco. Perché? «Per due motivi — risponde —: qui vive la mia famiglia e il primario Prati mi ha convinto a seguirlo da Milano a Lecco». Ma anche perché convinta che in un'ospedale di provincia «si possa fare dell'ottima ricerca, basta tantissima buona volontà». Tanta buona volontà. E Barbara Foglieni ne ha tanta. Basti pensare che per lavorare in una struttura pubblica, si è addirittura dovuta laureare due volte. Burocrazia italiana. Altro paradosso.

Una storia nella storia: «La prima laurea nel 2000 in Biotecnologie alla Statale di Milano non mi permetteva di iscrivermi all'ordine professionale dei Biologi. Mi hanno obbligato a conseguirne una seconda (a Napoli, dopo tre esami e una nuova tesi, nel settembre scorso), di quelle che adesso si chiamano "specialistiche", sempre in biotecnologie. Stessi studi e stesse materie, ma ora posso lavorare nel pubblico». Vinta anche la burocrazia, due mesi fa Barbara, con l'équipe guidata da Prati, ha scoperto la «variante Lecco» del virus dell'Aids. In Inghilterra o negli Stati Uniti avrebbe già un finanziamento personale per portare avanti gli studi. In Italia no. Per la brillante Foglieni c'è lo spettro della disoccupazione.

Mario Pappagallo

Un commento di Lehner controcorrente sul Tempo

Se l'Inquisizione Togata prende fischi per fiaschi

Vado controcorrente e, da poco-tenente, me lo posso permettere, essendo diverso anche rispetto agli «onesti» come Di Pietro, che di proprietà ne hanno pur acquisite; sicuramente in maniera pulita, avendo restituito i prestiti richiesti ed ottenuti da due futuri inquisiti.


Reso ancor più saldo dall'aver studiato Benedetto Croce, mi consento alcuni cinici ossimori, salutari, tuttavia, per diradare il conformismo del circo mediatico-giudiziario.


Quando, oggi, certuni innocenti escono di galera dopo trent'anni o altri, più fortunati, dopo quindici, perché Santa Inquisizione Togata s'è finalmente accorta d'aver preso fischi per fiaschi in tutti e tre i gradi di giudizio, mi riesce difficile sottoscrivere il malloppo consegnato alla stampa dai pm napoletani, con il consueto corollario di intercettazioni sui giornali e su Internet.

Quando il collega Giancarlo Pittelli è costretto a chiedere le dimissioni da parlamentare, lui che è stato da tempo archiviato, per potersi difendere dai rumori mediatici di Santoro e De Magistris; quando cotesto pm, di contro ai normali cittadini, può disporre dell'attenzione quotidiana dei colleghi, tirando in ballo l'universo mondo, financo il presidente Napolitano; quando il valente on. Mario Landolfi deve rinunciare al posto di ministro o di presidente di commissione, perché da tempo impiccato ad un'accusa che non sta in piedi e neppure seduta; quando il sottosegretario Nicola Cosentino, incensurato e neppure indagato, si vede massacrare a mezzo stampa con verbali inconsistenti e datati 1995, chissà perché, adesso, rinverditi; quando, infine, tutti vedono che, senza «pentiti» e intercettazioni, questa magistratura non si raccapezza mai o fa scempio dell'Habeas Corpus come nel caso del babbo dei fratellini di Gravina; ebbene, allora vien da borbottare che, nell'inchiesta a carico di Alfredo Romeo, non esiste congruità alcuna tra lo stridente boato mediatico e la tessitura probatoria, visto che, al momento, non v'è traccia di passaggi di denaro, bensì soltanto di chiacchierate di stampo lobbistico.

Negli Usa è cosa normale e legale, da noi perché dovrebbe ascendere addirittura a diabolico «sistema Romeo»? Alla fin fine, viene da porsi un dilemma strano e sconvolgente: per chiudere la questione meridionale sarebbero meglio uno, dieci, cento Romeo, imprenditori che creano, senza corruzione ma lobbisticamente, posti di lavoro, ricchezza e tecnologie di primo livello; oppure uno, dieci, cento di quei pm, i quali spendono e spandono i soldi di Pantalone, sparando inchieste roboanti e demonizzanti, con l'unico risultato di vedersele archiviate, dopo aver seminato panico, perché carenti, infondate, inconsistenti, poco o nulla riscontrate? Chi ripagherà il male fatto a Barbara Palombelli esposta al fango schizzatole addosso da intercettazioni subito date in pasto alla morbosa ferocia mediatica, ma che i magistrati emeriti non s'erano affatti curati di riscontrare, evitando, così, devastanti scambi di persona? Siamo ancora a si scrive «Tortona», ma si può leggere «Tortora»?

Se un indagato dichiara che il procuratore Lepore raccomandò qualcuno a Romeo, certo può mentire pro domo sua, ma perché mai il magistrato non si limita a negare, aggiungendo, invece, scene a colori di complotti e delegittimazioni?


Io, deputato della Campania, meridionalista e fautore della nuova regione che amo chiamare «Lucania Magna» (Basilicata più la provincia di Salerno affrancata in tutti i sensi da Napoli), tra Romeo e i pm che non riscontrano, mi schiero a favore dell'opzione più paradossale e, come avrebbe suggerito Croce, dico alto e forte: meglio uno, dieci, cento Alfredo Romeo. La religione della libertà impone di chiedersi se la vera questione politico-morale non riguardi gli eversori che, mascherati da «onesti», sfruttano i boati giudiziari ancora tutti da verificare, al solo scopo di ridurre a bivacco di manipoli o a caserme di polizia le aule di Montecitorio e Palazzo Madama.


Giancarlo Lehner

23/12/2008

lunedì 22 dicembre 2008

mercoledì 17 dicembre 2008

Napoli e' politica...

APPALTI NAPOLI: VELARDI, DIMISSIONI? NON LO SO (ANSA) - NAPOLI, 17 DIC - L'assessore al Turismo della  Regione Campania, Claudio Velardi afferma di essere  ''garantista'' sulla inchiesta giudiziaria che si e' abbattuta  sulla giunta Iervolino e di non sapere se le dimissioni in  questo momento siano la scelta da compiere.  Rispondendo ai giornalisti al convegno organizzato a bordo  della nave Msc Fantasia, Velardi ha detto: ''Sono un garantista  a 360 gradi e senza eccezioni, e non penso che l'amministrazione  debba andare via per un'inchiesta giudiziaria. Fondamentalmente  credo anche, fino a prova contraria che siano persone perbene.  Ho sempre sostenuto che la giunta Iervolino si dovesse dimettere  per motivi politici''.    A un giornalista che gli ha chiesto: ''E adesso che cosa deve  fare il sindaco'' Velardi ha replicato: ''Non lo so, vivo questa  contraddizione''.  Alla richiesta di un giudizio sull'imprenditore Alfredo  Romeo, Velardi ha risposto: ''Mi esprimo su di lui come su  qualunque altra persona. Per me e' innocente fino al terzo grado  di giudizio''.(ANSA).

martedì 16 dicembre 2008

Il giorno che il PD si sciolse....

Il giorno che il Pd si sciolse.
Di Fabrizio Rondolino :

Il breve articolo che qui riporto mi è giunto inaspettato; credo sia stato scritto nel dicembre del 2009.

La Direzione del Partito democratico del 19 dicembre 2008 sorprese molti osservatori e suscitò una grande emozione. Con una relazione di appena dodici minuti, Walter Veltroni annunciò lo scioglimento immediato del Pd e la decisione unanime e irrevocabile di tutti i leader del partito di ritirarsi a vita privata (fatto salvo il mandato parlamentare, che avrebbero continuato ad esercitare, se lo desideravano, in forma strettamente personale). La discussione che ne seguì fu breve: troppa l’angoscia nei cuori di alcuni, e troppa la gioia nel petto di altri per consentire un “dibattito approfondito” – per usare la terminologia dell’epoca – sul futuro del partito. Nel giro di un paio d’ore, il Pd dunque si sciolse. E poiché la decisione dei leader di ritirarsi dalla ribalta era da considerarsi immediatamente esecutiva, nessuno di loro – neppure il segretario Veltroni – dichiarò alcunché ai giornalisti e alle telecamere: con il risultato che quel giorno i tg, e l’indomani i quotidiani, ebbero tra le mani una notizia di primaria grandezza, senza tuttavia nessuno dei protagonisti che la commentasse: giusto il contrario di quanto si erano abituati a fare. Un commentatore vide in questo fenomeno inedito un primo effetto positivo della clamorosa decisione assunta dal Pd.segue

PD basta crederci fin dall' inizio !

Google neutrality , Wall street Journal , commenti di Luca de Biase

Lunedì, 15 dicembre 2008

Neutralità della sete

La sete di banda internet è una questione. La creazione di una rete internet non neutrale è un'altra questione. La confusione generata dall'articolo pubblicato oggi dal Wall Street Journal, gestione Murdoch, è un contributo alla chiacchiera, non alla comprensione. (Notizie su Reuters e Repubblica). Commenti di Dario e altri.

La storia di oggi si chiama OpenEdge. Google avrebbe in mente di piazzare i suoi server dentro le reti dei provider di accesso a internet. Pagando qualcosa e ottenendo in cambio una maggiore velocità per i suoi servizi. Google conferma con forza il suo sostegno all'idea della network neutrality e osserva che si tratterebbe di una soluzione che non modificherebbe la neutralità della rete visto che qualunque azienda potrebbe fare la stessa cosa. Un post di Lessig conferma che non si tratta di un attacco alla net neutrality ma di una sorta di bufala del Wall Street Journal. Di certo, non tutte le aziende sarebbero sullo stesso piano perché alcune potrebbero pagare più di altre per avere più velocità a favore dei loro servizi ma non sarebbe una novità, come osservano ad ArsTechnica.

Ma la questione è davvero più complicata di così:
1. la neutralità della rete può essere attaccata con i software che controllano il contenuto dei pacchetti internet e bloccano o degradano la velocità di quelli che non piacciono alle lobby o alle telco (pacchetti di contenuti piratati, pacchetti di servizi che fanno concorrenza a quelli delle telco, pacchetti con parole che non piacciono a governi non democratici...);
2. la neutralità della rete può essere attaccata dall'introduzione di servizi a quality of service (con per esempio una banda minima garantita) offerti togliendo banda ai servizi a best effort (quelli che conosciamo oggi senza banda minima garantita);
3. la neutralità della rete può essere attaccata creando offerte molto diversificate per favorire le aziende che possono pagare di più o che sono integrate sulla filiera accesso-contenuti e degradare il servizio per le aziende che nascono innovative ma senza fatturato o per le aziende che fanno concorrenza agli isp...

Le regole pubbliche devono garantire prima di tutto che la rete resti il territorio dell'innovazione che è stato finora attraverso la network neutrality. In secondo luogo, devono garantire agli utenti il diritto di scegliere quale qualità di banda avere e a quale prezzo con un insieme di offerte comprensibili e accessibili. In terzo luogo, devono consentire alle aziende di sviluppare un business solido. Gli interessi sono molti, apparentemente divergenti, ma in realtà sono tutti accomunati da un punto: solo se l'ecosistema della rete cresce, possono fiorire anche le sue componenti. E l'ecosistema cresce nella diversità, non nelle monocolture. E' questa la priorità. Imho.

sabato 13 dicembre 2008

Sole a Napoli

Come si innova negli usa in campo energetico

dal blog di alfonso fuggetta....

WASHINGTON - Steven Chu, premio Nobel per la Fisica, è il futuro segretario per l’Energia scelto dal presidente americano eletto Barack Obama, che ha praticamente completato la sua squadra per l’ambiente. Del «dream team» per combattere il riscaldamento globale faranno parte anche Lisa Jackson, alla guida del dipartimento per la protezione ambientale (Epa), Nancy Sutley al Consiglio per la qualità dell’ambiente e Carol Browner a un nuovo incarico in seno alla Casa Bianca che sovrintenderà all’energia, l’ambiente e le politiche per il clima. A completare il quadro, riferito alla stampa da fonti democratiche, manca soltanto il nome di chi guiderà il dipartimento degli Interni, che negli Stati Uniti ha importanti responsabilità ambientali. L’intera squadra sarà annunciata la settimana prossima, ma già è chiaro l’intento della futura amministrazione di porre in primo piano la lotta al riscaldamento globale e programmi per l’innovazione in campo energetico. Martedì Obama ha avuto un incontro con l’ex vicepresidente Al Gore, paladino della lotta al riscaldamento globale. TEAM DI ESPERTI - Steven Chu, 60 anni, figlio d’immigrati cinesi, ha vinto il Nobel per la Fisica nel 1997 per lo sviluppo di metodi per raffreddare gli atomi, ma in seguito ha rivolto sempre più la sua attenzione ai problemi dell’ambiente. Nel 2004 ha lasciato l’università di Stanford per guidare il Lawrence Berkley national laboratory e farne, come spiega il suo sito, «il leader mondiale nella ricerca sull’energia rinnovabile e alternativa». A gennaio Chu è stato uno degli ospiti del festival della Scienza all’auditorium di Roma. Carol Browner, avvocato della Florida ed ex assistente parlamentare di Gore, è stata alla guida dell’Epa durante gli otto anni dell’amministrazione Clinton. In questa veste ha imposto stretti limiti al livello d’inquinamento dell’aria, che le lobby industriali hanno tentato invano di bloccare con ricorsi alla Corte Suprema. Ora avrà un incarico inedito alla Casa Bianca per sovrintendere alle politiche per il clima, l’energia e l’ambiente. Alla guida dell’Epa andrà invece Lisa Jackson, afroamericana democratica nativa di New Orleans e più precisamente del Ninth Ward, il quartiere popolare devastato dall’uragano Katrina. La madre e il patrigno fuggirono appena in tempo, ma la loro casa fu completamente distrutta. La Jackson è stata capo del dipartimento per la protezione ambientale del New Jersey ed era stata da poco nominata capo dello staff del governatore di questo stato. Nancy Sutley, che dirigerà il consiglio della Casa Bianca per la qualità ambientale, ha lavorato a fianco della Browner all’Epa ed è attualmente vice sindaco di Los Angeles. Ha fatto parte del consiglio per il controllo delle risorse idriche della California ed è il primo esponente apertamente gay della futura amministrazione Obama.

venerdì 12 dicembre 2008

IT ET : la commissione sta per pubblicare nuovi indirizzi per Energia e Ict

E' un trend importante che forse finirà per includere nuovi standard per gli appalti europei che includa l'uso di tecnologie adeguate innovative, per la sostenibilità climatica e ambientale... dell ICT....

Commission unveils plans to 'green' ICT

Published: Friday 12 December 2008

The European Commission will publish proposals next February to boost the use of smart technologies to combat climate change, Information Society Commissioner Viviane Reding told industry representatives in Brussels.

"The ICT sector must lead the efforts in Europe to attain our climate change targets," said Commissioner Reding, adding that the EU executive would "play its role" in supporting this trend.

Brussels will publish a new document setting out specific policy recommendations to be pursued, the commissioner announced. The guidelines will be partly based on data collected from the industry.

Earlier this year, Reding hinted at the possible introduction of "mandatory public-procurement standards" to improve energy-efficiency standards for information and communication technologies (EurActiv 22/02/08).

Among the figures at its disposal, the Commission committed itself to taking into account the results of a study republished yesterday (11 December) on the ICT sector's potential to fight climate change.

The industry once again drew attention to the report's findings, first published last June (EurActiv 27/06/08), in order to put pressure on EU leaders gathered in Brussels to seal a deal on the bloc's climate-change targets.

The report, called 'Smart 2020', was carried out in conjunction with consulting firm McKinsey by the 'Climate Group', which features top ICT companies such as Cisco, Vodafone, Nokia, Microsoft and Intel.

Thanks to the widespread use of smart applications, the ICT sector could provide a 15% cut in CO2 emissions by 2020, with an overall savings for the economy of 600 billion euro, the study estimates. Intelligent logistics systems could massively boost the efficiency of transport and storage, it continues, predicting energy savings worth 280 billion euro in Europe alone.

The report claims that smarter designs and more automation have the potential to cut emissions from buildings by 15% in the US, while improving India's electricity grid could reduce energy loss by 30%.

Welcoming the report, Commissioner Reding stressed the importance of providing figures to increase general awareness of climate change issues and 'green' ICT opportunities. Climate Group CEO Steve Howard responded by calling for "the right policy framework to drive innovation and investment".


Il nuovo Hotel a Cinque Stelle a Napoli...nonostante tutto !

Napoli, Grand Hotel d'arte e tendenze
nel grattacielo della Flotta Lauro

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NAPOLI (11 dicembre) - È stato presentato questa mattina alla stampa il «Romeo Hotel» che ha aperto i battenti nel palazzo di via Marina, a Napoli, che ha ospitato per decenni gli uffici della flotta «Lauro» e la redazione del quotidiano «Roma». Il progetto di ristrutturazione dell'edificio è stato redatto dalla Tange Associates, società fondata da Kenzo Tange. A fare gli onori di casa, questa mattina, è stato Hans Rudolf, general manager della struttura alberghiera che ha presentato l'intero staff.

Costruito su 12 piani, l'hotel offre anche una cantina e un'ampia hall, un roof garden bar, una sala per la degustazione di sigari, un sushi bar e, al piano ammezzato, anche cinque sale conferenze.

Un ambiente raffinato accoglie il ristorante «Il Comandante», così intitolato in omaggio al comandante Achille Lauro. In serata è previsto un party, al quale si accederà solo su invito come fanno sapere gli organizzatori, cui potrebbe prendere parte anche l'avvocato Alfredo Romeo.

giovedì 11 dicembre 2008

Press presentazione

Press Conference Romeo Hotel

Ecco la sala press conference del Romeo Hotel

Napoli stop

La battaglia di chi vuole fare qualcosa a Napoli e' cruda. Leggo i Titoli sul Mattino.."Caos nel PD" "Gli industriali Litigano" "I gazebo vanno ridotti" Porto sigilli al Cantiere per ..." "Muore un clochard" e si continua cosi'.
Per fortuna MSC inaugura una nave da crociera.

Mi perdo Attali, ma il nuovo Hotel che stiamo Inaugurando a Napoli è un miracolo

Mi perdo un incontro con l'amato Attali : ,non sulle fuffe bipartisan , ma sulla mia vera passione il Futuro. Attali, Abis, Fabris e 12 aziende italiane discutono e integrano uno strumento di previsione delle tendenze del 2009 : si chiama Anteprima e si fonda sul lavor di tre società di indiagini sociali. Azzarda prioevisoni su che succederà ?Beh mi toccherà viverlo e basta ....
Oggi sono a Napoli impegnato nelle Press- conference di inaugurazione del' Romeo Hotel. Un Hotel Cinque stelle gran lusso davanti al Vesuvio. Davvero sempra impossibile che siamo nella città dell'immondizie e delle nequizie.
Questa iniziativa è davvero un miracolo ? Oppure la verità, come diceva ieri Sorrentino al Pais è che Napoli non è l'inferno . Ci sono tantissimi napoletani che lavorano , investono , cercano di tenere alta la visibilità di una delle città più belle del mondo. E' il più bel panorama di Italia..Tutto il personale dello albergo è qualificatissimo, molti sono giovani napoletani e napoletane che sono "rientrati" dopo qualche anno di formazione all'estero.E' un Hotel particolare, per un target particolare, ma è anche un mini-museo di arte contemporanea aperto al pubblico. Ci sono opere d'arte contemporanea ( ah l'Italia e
che ama e descrive amore, futuro ) e pezzi di arredemento e design che meritano una visita ( gratuita); design e archittettura esperienziale...
Tutto questo in una città difficile, tra le polemiche e in piena crisi. A chi piacciono le cose facili ?
Dietro al teatrino, alle guerre fratricide,al gossip moralista e alla indifferenza immorale, dietro al troppo poco e troppo tardi , c'è la vita.
PS
Per caso ieri sera è venuto a vedersi la partita della Fiorentina (!) il Sindaco Dominici,senza catene, ci siamo salutati con affetto dopo vent'anni.Il caso aiuta l'amicizia.

mercoledì 10 dicembre 2008

Rai educational su Iva Sky

Stamane ore 8 e 30 anche su Rai Educationale Minoli su Sky ! L'avventura italiana di Rupert Murdoch.

mercoledì 3 dicembre 2008

Penso che nessun cristiano desideri leggi persecutorie verso gli omosessuali. Perchè la Chiesa non vuole che vengano abolite ?

Depenalizzazione Omosessualità: oggi Conferenza Stampa a Montecitorio con Deputate/i PD e PDL

depenalizz-omosex.jpeg“Le dichiarazioni di Mons. Migliore, osservatore permanente della Città del Vaticano all’Onu, meritano una chiara e netta risposta politica. E’ urgente ribadire la posizione italiana di pieno sostegno alla richiesta avanzata dalla Francia all’Onu, come presidente di turno dell’UE, per la depenalizzazione universale dell’omosessualità”.
Lo afferma Imma Battaglia, Presidente dell’Associazione gay “Di gay project” che terrà domani, mercoledì 3 dicembre, alle 13.30, presso la Sala stampa di Montecitorio, una conferenza stampa alla quale parteciperanno i deputati Margherita Boniver e Benedetto Della Vedova (Pdl) e Paola Concia (Pd). Nel corso della conferenza stampa verranno illustrate le iniziative a sostegno della proposta di Sarkozy all’Onu.
Hanno aderito inoltre i parlamentari pdl e pd: Rita Bernardini, Cinzia Capano, Lucia Codurelli, Paolo Corsini, Gianni Cuperlo, Emilia De Biasi, Emanuele Fiano, Maria Grazia Gatti, Barbara Pollastrini, Federica Magherini, Daniela Mattesini, Matteo Mecacci, Marco Minnitti, Alessandra Mussolini, Luigi Nicolais, Fiamma Nirenstein, Melania Rizzoli, Anna Rossomando, Jean Leonard Touady e altri stanno aderendo in queste ore.


martedì 2 dicembre 2008

Cassinelli un deputato 2.0 ? E Alessia Mosca su facebook


Ho trovato un parlamentare 2.0 che vuole eliminare ogni limitazione per i blogger dalla famosa proposta levi....bene benissimo
Si chiama Cassinelli lo segnalo perchè è una novità da seguire...e perchè vanta un 99% di presenze in aula
leggetvi i post
è un esempio di dialogo con il web
che sta prenendo piede spero..
Ah è del popolo delle libertà

Segnalo anche la deputata Alessia Mosca che sul suo Blog ha postato una posizone ed un riferimento al gruppo facebook contro il raddoppio dell Iva

Forse si ammorbidisce il governo

CRISI: SKY; VERSO AUMENTO GRADUALE IVA, AL 20% IN TRE ANNI

(ANSA) - ROMA, 2 DIC - Si lavora a un punto di mediazione

sulla controversa partita dell'aumento dell'Iva per le pay tv.

Secondo quanto apprende l'Ansa, infatti, all'interno della

maggioranza e nel governo si sta valutando l'ipotesi di

scaglionare in tre anni l'aumento dell'aliquota Iva.

Secondo questa ipotesi, il decreto anti-crisi dovrebbe

prevedere il passaggio dell'Iva dal 10 al 13% nel 2009, quindi

al 17% nel 2010 per raggiungere il 20% nel 2011. Sarebbe questo

il senso della gradualita' degli aumenti cui ha fatto

riferimento il vicepresidente del Senato, Domenico Nania.

(ANSA).

Irene Tinagli


Non mi occupo più di tanto del PD , ma se dovessi descrivere un profilo adatto alla leadership mi viene in mente l'unica che ha mollato da poco Irene Tinagli
Non la consoco ma le sue idee mi piacciono molto
riporto la sua lettera di addio al PD, perchè ci son le ragioni di qualunque partito presente o futuro. Non mi importa niente delle dispute tra d'alemiani, veltroniani, parisiani etc...ma di personce come la Tinaglia e della loro forza. Francamente non importa se ha dovuto uscire nella indifferenza generale, pocihè ha scritto a veltroni le faranno l'ultimp sgarbo chiamandola Dalemiana..ma che ci vuoi fare.... Irene stai alla larga e viciono a dove succedono le cose
Tutto ciò sparirà e del nostro futuro si occuperanno per fortuna quelle come Irene
riporto il suo CV
..
.....e la sua lettera di dimissioni


Caro Walter,
ti scrivo perché ho deciso di dimettermi dalla Direzione nazionale del Partito democratico. Una scelta non facile che nasce dall’esperienza di quest’ultimo anno e dai dubbi crescenti sulla capacità del Pd di proporsi come forza riformista e innovativa, come aveva annunciato di voler fare un anno fa.

Il Pd aveva un’obiettivo ambizioso al quale avevo aderito con entusiasmo e che ora faccio fatica a riconoscere in questo partito, in numerosi ambiti. Dalle posizioni ambigue su importanti temi etici e valoriali, alla gestione di processi politici locali e nazionali, ma soprattutto alle posizioni in quegli ambiti più cruciali per la crescita del Paese: istruzione, ricerca e innovazione. Era su questi temi che coltivavo le aspettative maggiori verso il Pd. Ero stata molto delusa dalle politiche del Governo Prodi, ma speravo che con il Pd si aprisse una stagione nuova, fatta di elaborazione di idee e proposte significative. Di fronte alle posizioni del Pd su questi fronti non posso che essere sconcertata.

Non ho visto nessuna proposta incisiva, se non “andare contro” la Gelmini. Peraltro tra tutti gli argomenti che si potevano scegliere per incalzare il ministro sono stati scelti i più scontati e deboli. Il mantenimento dei maestri, le proteste contro i tagli, la retorica del precariato, tutte cose che perpetuano l’immagine della scuola come strumento occupazionale. È questa la linea nuova e riformista del Pd? Cavalcare l’Onda non basta. Serve una proposta davvero nuova, che ribalti le attuali logiche di funzionamento della scuola anziché difenderle. Ma non ho visto niente di tutto questo.

La mia delusione è tanto più forte quando penso alla propaganda fatta un anno fa riguardo all’apertura a idee nuove, quando penso alle molte persone provenienti da ambiti professionali qualificati che si erano avvicinate al progetto del Pd e che avrebbero potuto portare un contributo in termini di idee e innovazione. Che fine hanno fatto queste persone? Quali nuove modalità di coinvolgimento e ricambio ha creato il Partito? Io stessa, che ero stata contattata (così mi era stato detto) per le mie competenze “tecniche”, in un anno di vita del Pd non sono stata consultata mai nemmeno per un parere. Questa emarginazione non ha certo offeso né me né, credo, le altre persone già molto impegnate fuori dalla politica. Mi chiedo però come mai, un anno fa, ci era stata chiesta una collaborazione con tanto apparente entusiasmo quando evidentemente di questa collaborazione non c’era bisogno. Mi chiedo se era necessario fare tanto rumore sul ricambio generazionale quando basta guardare chi sta ancora in cabina di regia per capire che, in fondo, non è cambiato niente.

Inneggiare al cambiamento, all’idea di una società e di una politica nuove serve a poco se manca il coraggio di intraprendere fino in fondo le azioni necessarie a realizzare queste idee. Sartre diceva che noi siamo quello che facciamo. Sono le nostre azioni che ci definiscono, stare a discutere su ciò che ci piacerebbe essere serve a poco: la gente ci giudicherà per quello che abbiamo fatto. E di quello porteremo la responsabilità. Per quanto mi riguarda non voglio portare la responsabilità delle scelte che sta facendo questo partito che in larga parte non condivido e sulle quali non ho avuto e non ho possibilità di incidere in alcun modo. Per questo ho deciso di dimettermi.

lunedì 1 dicembre 2008

Ilaria d'amico spiega la doubletax sulla Pay tv

Perchè è sbagliato il raddoppio dell'Iva


E' sbagliata la tassa sulla pay perchè

La tassa colpisce le famiglie in un momento di crisi: In un fase di crisi economica i Governi lavorano per trovare una soluzione che aumenti la capacita' di spesa dei cittadini e sostenga la crescita delle imprese con l'obiettivo di generare sviluppo e nuovi posti di lavoro. Ad esempio, questa settimana, il Primo Ministro inglese Gordon Brown ha annunciato una riduzione dell'IVA dal 17,5% al 15%. Ieri il Governo Italiano ha annunciato invece una misura che va nella direzione opposta.


La tassa colpisce chi produce i contenuti: Sky è oggi una piattaforma televisiva indipendente che offre contenuti di intrattenimento ed informativi di qualità. Il Governo Berlusconi conferma la sua tendenza a porre freni e limitazioni alle piattaforme tecnologiche in cui i cittadini acquistano o scambiano liberamente contenuti: dalla pay tv ad internet. L’Iva agevolata non era un privilegio ma un incentivo allo sviluppo di libere piattaforme di comunicazione, via satellite e via cavo. L’aumento dell’IVA sui canoni di abbonamento è un aumento delle tasse sulle nuove piattaforme tecnologiche e sui contenuti che vi circolano (informazione, cultura, sport, ecc.).
La tassa colpisce un’industria in crescita: Da un punto di vista industriale questo aumento delle imposte si applica solo ai clienti della pay-tv, un settore che proprio in questo periodo di crisi stava dimostrando fiducia e potenzialita' di crescita:

Peraltro dal 2003 Sky ha costantemente investito in Italia trainando la crescita dell'intero settore televisivo, grazie a questi investimenti e senza sussidi da parte del Governo, l'IVA dovuta grazie ai clienti della pay tv in Italia e' cresciuta dai 170 milioni di euro nel 2003 quando operavano Stream e Tele+ ai 370 milioni di euro grazie agli abbonati di SKY nel 2008.
SKY oggi da' lavoro direttamente ad oltre 5000 persone e ad altre 4000 nell'indotto, piu' del triplo del totale dei dipendenti sommati di Stream e Tele+ nel 2003.
Con la decisione annunciata ieri le tasse generate grazie agli abbonati di SKY cresceranno a 580 milioni di Euro, una crescita evidentemente in contrasto con l'affermazione del Governo che questo pacchetto 'sostiene lo sviluppo delle imprese'. Deve essere chiaro dunque che questo provvedimento e' un aumento delle tasse per le oltre 4.6 milioni di famiglie italiane che hanno scelto i programmi di SKY''.

Porno tax, Raddoppio IVA sulla Pay TV ,ammazzablog, telefonini e basta co ste tasse sui contenuti e i contenitori


Chi scrive ha visto con interesse tante scelte del governo Berlusconi , persino alcune delle più discusse : gli interventi su napoli, nulla in contrario sulla politica di rigore sui dipendenti pubblici, e sul riordino della Univresità ed il taglio dei corsi di laurea.... E penso che l' opposizione dovrebbe agire in modo propositivo, in una ottica di unità nazionale in una crisi così grave.
Va detto però che, diversamente da quanto annunciato,il carico fiscale non diminuisce ma aumenta ; i provvedimenti per dinamizzare l'economia , sono inconsistenti. L'unica cosa che questo governo sembra saper fare è promettere soldi a tutti carico dello Stato salvo poi tassare le imprese (e cittadini) , soprattutto se sono concorrenti di mediaset. a questo dovrebbe pensare la oppisizione con proposte alternative. Ma chi volete che si azzardi ad investire in un paese che cambia le regole del gioco a favore dlle imprese di proprietà del premier ? e la tesi che anche mediaset è penalizzata è ridicola poichè in quel settore ha una parte minima dei suoi introiti.... Adesso persino Murdoch diventa di sinistra ?
Il blitz di tremonti per il raddoppio dell IVA , appare un gesto disperato, un segnale di chi dopo aver fatto promesse non mantenute a tutti....è costretto a reperire denaro. Non si tocca nessuna delel radici della crisi, le finanze degli enti locali son allo stremo, non si riduce la spesa pubblica se non sulla scuola e la ricerca . vengono annunciate tasse sui telefonini, l'avvio della Porno tax inventata dalla Santanchè ..e rimane pendente una legge che dovrebbe costringere i bloggers a nuove tasse
Bondi , berlusconi decideranno cosa è pornografia : la Cappella sistina ? i Vecchi calendari della Carfagna ? I film Vietati ai minori su mediaset o quelli sulla 7 ? E quali Libri sono Porno ??? ma dove stiamo finendo ? Non dovrebbe partire dall'industria dei contenuti e magari dalal convergenza delle piattaforme la ripresa...Non dovrebbe un governo presunto liberal, facilitare la libertà dei cittadini di acquistare ,scambiare contenuti ci cui questo paese è così ricco ?
forse è il caso di muoversi....resta in ballo la tassa sui telefonini ? (dove c'è il 40 % della produttività in europa)
Ma soprattutto queste tasse creano nuova occupazione, nuova riccheza , novo sapere o ne distruggono ?
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