lunedì 27 ottobre 2008

Diamo importanza alle telecomunicazioni !! O niente futuro

Leggo la ampia rassegna stampa sul convegno ETNO di venerdì e sabato degli incumbent cioè le più grandi compagnie telefoniche europee ed occidentali. L'accento viene messo sul duro intervento del commissario Vivien Reding che sostiene la esigenza di continuare nella logica della separazione della rete, per garantire l'accesso degli operatori alternativi, e insiema sulla necessità di ampi investimenti per allargare la capacità di banda e dunque la possibilità di nuovi business in termini di contenuti e servizi.
Anche se gli Stati possono impegnarsi per le infrastrutture, per aggregare risorse , sarà la loro profittabilità e non la loro indipendenza ad attrarre capitali.
Per spiegarci : senza banda larga non ci sarà crescita (le ferrovie si costruirono senza aspettare passeggeri) , ma non basterà avere larga banda per avere guadagni.
L'esempio è quallo inglese : BT ha , ha aperto la sua rete agli operatori senza cedere assets, ma ha anche diversificato i suoi revenues : verso It , IPTV etc Altrimenti le compagnie telefoniche continuaranno a ridurre costi (cosa in parte già avvenuta) e posti di laoro) perchè la concorrenza lo impone , ma anche margini e investimenti almeno in europa , senza vedere alcuna ripresa sostanziale.
Poichè la realtà è quella di una crisi di prospettive molto seria, poichè si rischiano ben più dei 5000 posti di lavoro annunaciati dala telecom, Poichè sta là il 40 % della produttività europea..Possibile che ci si occupi dolo di banche e di compagnie fallite come Alitalia e non di un comparto che finora rappresantava il futuro , ma il futuro non è più quello di una volta. Possibile che i governi abbiamo preso decisioni per triiloni di euro in pochi gironi per sanare il passato e evitare il peggio e non discutano di un settore che riguarda il futuro ?
la questione non riguarda solo gli incumbent e dopo anni di concorrenza gli operatori alternativi non stanno meglio...i consumatori hanno avuto vantaggi e non vanno rimessi in discussione, ma all'industria si deve conesntire di crescere e di svolgere un ruolo anticiclico grazie al potenziale innovativo e di produttività che rappresenta.

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