giovedì 18 settembre 2008

Il Forum universale delle culture a napoli ???



Ho postato all'assessore quanto segue...

Vivo tra Italia e Spagna da ormai 18 anni e in Spagna svolgo parte del mio lavoro

Sono un fan di quel paese e soprattutto della Catalogna , regione aperta, bellissima e ottimamante amministrata sotto diverse maggioranze …ma non tutto è oro neppure in Spagna ..quando ho letto sul blog della intenzione di svolgere a napoli il prossimo forum delle mondiale delle culture ho voluto condividere con un allarme : Il forum di Barcellona del 2004 è stato l’evento più controverso e disastroso della storia recente della bellissima città mediterranea. A differenza delle Olimpiadi e dei mondiali di Calcio che contribuirono a rendere più bella e conosciutissima la capitale catalana, a fare famoso il suo sindaco Pascual Maragall, il forum è stato tra le ragioni della sostituzione del leader socialista locale Clos . Il bilancio economico è stato fallimentare, i contenuti dei dibattiti monopolizzati dalla sinistra,contesta dalle estreme, contestato anche l’ingresso a pagamento, poi modificato, notevolissimi i problemi di afflusso, fruizione costi….In genere un atteggiamento abbastanza eleitista e superficiale anch in parte dei contenuti che ha reso indifferente e lontana la città Oltrechè dal partito popolare,il Forum è stato contestato radicalmente da parte dei no global secondo i quali non era abbastanza alternativo…e lo steso direttore Jordi Oliveras ha fatto alla fine un bilancio molto autocritico confessando di “aver pagato cara la inesperienza per questo tipo di manifestazione” . Il che detto in una città con quelle performances suona più di un avvertimento. Il numero di visitatori invece che 5 milioni è stata di 3,3 milioni su 141 giorni di forum… La previsione era di raccogliere con entrate a pagamento 61,4 milioni di euro e se ne sono raccolti 28,5 ; a questo si sono sommati apporti pubblici (governo,comune e regione) che hanno superato i 200 milioni di euro previsti e sponsorizzazioni per 70 milioni di euro…con tutto ciò è rimasto un deficit notevole . neppure la messa all’asta finale dei materiali residuali compresa la mostra dei guerrieri di X’ian è riuscita a colmare il buco. Le grandi opere che sono rimaste alla città e verranno gestite da privati , ma non sono di semplice utilizzazione .Problemi di sicurezza , oltre a quelli economici e di distanza della città, eccesso di offerta, obbiettivi stratosferici , costi eccessivi,difetti di costruzione nelle strutture allestite. Dubbi tuttora sulla destinazione e la utilità della enorme ristrutturazione urbanistica compiuta pari a dieci volte le opere delle olimpiadi del 92. Questo in una città che viene presa ad esempio di buona amministrazione su scala globale ed ha già ospitato con clamorosi risultati un Olimpiade e un Mondiale di football.Fin qui i difetti riconosciuti dagli stessi organizzatori. Da parte dell’ opposizione del Partito Popolare (che pure ha partecipato largamente a cariche in consiglio e numerose nomine nella organizzazione del Forum perché tutto il mondo è paese ) sono venuti gli attacchi più radicali : errori nelle localizzazione e nella impostazione, estraneità alla città ; critiche ferme e più equilibrate dal partito nazionalista di centro Convergenza e Unione, “Il forum è stato un evento propagandistico del sindaco che lo ha usato come se si trattasse della sua tenuta di campagna.” Lo stesso sindaco di allora Joan Clos ( dopo il forum promosso/rimosso anticipatamente a ministro del governo centrale , per lo meno fino alle elezioni del 2008 , e di nuovo sostituito) pur difendendolo da “attacchi che vanno dalla destra alla sinistra radicale” , ha riconosciuto clamorosi errori di valutazione , previsioni sbagliate, e che lo rifarebbe diversamente. Naturalmente sono certo che tutto ciò non avverrà a Napoli dove ci sono amministrazioni migliori,la cità funziona meglio di Barcellona , non si spartiscono i posti nei consigli di amministrazione su base politica , e le capacità di programmazione sono più elevate, le risorse sono più abbondanti e prevale un clima di concordia e disinteresse politico.

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